Autore: Luca B.

DARLING (2015)

Visivamente ipnotico, grazie anche a una fotografia superba (per quanto vagamente stucchevole), e piacevolmente disturbante, con il suo modo personale di ritrarre la spirale di follia in cui si perde la (brava) protagonista, è uno dei migliori omaggi alle prime opere di Polanski. Suscitano qualche perplessità il montaggio (a tratti quasi da J-Horror) e la sceneggiatura (forse eccessivamente scarna e statica). RSVP: “Repulsione“, “L’inquilino del terzo piano“. Voto: 7. Darling Test di Bechdel:...

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SAINT AMOUR (2016)

Incontri e soprattutto scontri tra generazioni, sessi, estrazioni sociali e culturali: c’è tutto il tradizionale repertorio del duo Delepine – Kervern, ma questa volta c’è meno acidità e più poesia, senza per questo rinunciare al loro umorismo a volte infantile ed altre volte caustico. Il risultato fa meno ridere del solito, ma è anche più toccante e organico nelle riflessioni. RSVP: “Le grand soir“, “Mammuth“. Voto: 7. Saint Amour Test di Bechdel:...

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CARRIE PILBY (2016)

Finalmente una commedia rassicurante con una protagonista adorabile, sostenuta da una sceneggiatura brillante e sufficientemente diversa dai soliti schemi (d’altra parte, c’è dietro un romanzo di successo): intendiamoci, non si tratta di un film epocale o in grado di ribaltare un genere, ma ha buona personalità, ottimi personaggi e una bella dose di freschezza, e anche l’occhio ne esce appagato. RSVP: “Operator“, “Listen Up Philip“. Voto: 7,5. Carrie Pilby Test di Bechdel:...

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FINO ALL’OSSO (2017)

Film confezionato ad arte, che propone un’analisi psicologica approfondita dei profili tipici di chi soffre di disturbi del comportamento alimentare, senza risparmiare duri colpi agli spettatori. Convincentissima la protagonista Lily Collins (d’altra parte, nel suo passato c’è proprio l’anoressia) e bravo anche il redivivo Keanu Reeves nei panni del dottore non troppo amico ma professionale. RSVP: “Ragazze interrotte“, “Maledimiele“. Voto: 7,5. To the bone Test di Bechdel:...

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THE TURNING (2013)

Film a episodi di estenuante lunghezza (17 storie per 3 ore di proiezione), sufficientemente omogeneo stilisticamente, ma estremamente vario in termini di risultato: il cinema australiano ci ha abituati ad opere spiazzanti e insolite e, a modo suo, anche questa volta non fa eccezione. Ci sono corti per tutti i gusti, da quelli più sperimentali a quelli simbolici, da quelli iperrealistici a quelli ipersociologici. RSVP: “Cloud Atlas“, “Crossing Over“. Voto: 7. The Turning Test di Bechdel:...

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DEAD AWAKE (2016)

Finalmente uno spunto diverso dal solito per un film d’orrore mainstream, ma… Cos’è quella strega con i capelli neri che striscia per terra? E cosa sono quei “bubu-settete” inutili? E perché tirare in ballo i soliti riti antichi? Insomma, alla fine è l’ennesima solita minestra riscaldata (peraltro anche male). RSVP: “Final Destination“, “The Nightmare“. Voto: 4. Dead Awake Test di Bechdel:...

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MY BAKERY IN BROOKLYN (2016)

Romedy patinata e idilliaca, con la solita piccola impresa tutta al femminile in difficoltà, salvata dal grande amore: gli attori sono buoni, bravi e belli, le location sempre affascinanti e le sotto-storie piacevolmente intricate. C’è, però, un grande difetto che affligge l’intero film: questa patina impedisce di scendere in profondità e tutto sembra un po’ pretestuoso, prevedibile e stereotipato. RSVP: “C’è posta per te“, “Il sapore del successo“. Voto: 6. My Bakery in Brooklyn Test di Bechdel:...

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LET ME MAKE YOU A MARTYR (2017)

È un po’ come se Tarantino volesse prendersi sul serio una volta tanto e rifacesse “Una pura formalità” di Tornatore, con i toni e i personaggi di un “Pulp Fiction” più sgangherato e marcio. Inizia in sordina, e per circa metà film non è ben chiaro chi voglia uccidere chi e per quale motivo, ma dopo tutto si dipana a dovere, complice qualche spunto surreale e un’ottima sceneggiatura. RSVP: “Una pura formalità“, “Pulp Fiction“. Voto: 7. Let me make you a martyr Test di Bechdel:...

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TOUR DE PHARMACY (2017)

Premesso che quello dei mockumentary è un filone tanto esiguo quanto spassoso e intelligente, in questo caso anche la scelta del soggetto appare quanto mai azzeccata, e il cast un valore aggiunto mica da ridere. Peccato per le derive triviali e caciarone che di tanto in tanto il film prende, forse dettate dall’esigenza di soddisfare il pubblico direct-to-video: se gli autori avessero azzardato di più e con più sagacia, forse ne sarebbe nato uno dei film più divertenti degli ultimi anni. RSVP: “The Armstrong Lie“, “This is Spinal Tap“. Voto: 6,5. Tour de pharmacy Test di Bechdel:...

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IN A VALLEY OF VIOLENCE (2016)

Western animalista che ricalca fedelmente gli stilemi sia del western crepuscolare che del revenge movie di “rambiana” memoria: non è certo l’originalità il punto di forza di un’opera come questa, che funziona solo nel momento in cui Ti West ci mette del suo, tra i sogni notturni che fanno tanto found footage e le uccisioni splatterose con il sangue che scorre a fiumi. Ottima la scelta dei protagonisti, dotati di voci perfette per il genere. RSVP: “I Magnifici 7“, “Bone Tomahawk“. Voto: 6,5. In a Valley of Violence Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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