Profondamente verboso come un Tarantino, sottilmente ironico come un Coen, spudoratamente sanguinario come un Zombie ed elegantemente crepuscolare come un Peckinpah: S. Craig Zahler entra nel mondo del cinema che conta dalla porta principale, senza alcun timore reverenziale e senza farsi imbrigliare dalle etichette di genere. Instant cult, senza se e senza ma.

RSVP: “Slow West“, “Django Unchained“.

Voto: 8. Bone Tomahawk