Difficile trovare i lati positivi di un’opera come questa, a parte l’esplicito intento di promozione turistica del territorio coinvolto: sembra una farsa plautina mal riuscita, con tanto di schiaffi, schiaffetti, smorfie e battutacce; come se non bastasse, il regista/sceneggiatore/compositore/protagonista/tuttofare aggiunge velleità politiche e morali con “pipponi” ridicoli, e un tocco onirico che trasforma in voragini i buchi della sceneggiatura.

RSVP: “Primavera di granito“, “Ameluk“.

Voto: 3. Briciole sul mare

Test di Bechdel: positivo.