Categoria: Cannes

LE RICETTE DELLA SIGNORA TOKU (2015)

Una storia intima e delicata, quasi impalpabile, che parla di discriminazioni, ingiustizie e riscatti: formalmente irreprensibile e impreziosito dalle scenografie naturali dei ciliegi in fiore, il film parte con il giusto alone di mistero che avvolge entrambi i protagonisti, ma si perde un po’ strada facendo, diventando forse troppo semplice, lineare e prevedibile. Si poteva azzardare di più sulla componente poetico-favolistica. RSVP: “Viaggio a Tokyo“, “Hanezu“. Voto: 6/7. Le ricette della signora Toku Test di Bechdel:...

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LA RAGAZZA SENZA NOME (2016)

Il solito realismo spietato e senza fronzoli, che è ormai il marchio di fabbrica dei Dardenne, viene messo al servizio di un’indagine che assume i toni del giallo, senza perdere mai di vista la dimensione umana dei personaggi (la protagonista mossa dai sensi di colpa, l’aspirante medico eticamente combattuto, il testimone in piena crisi adolescenziale). Per certi versi diverso e per altri assolutamente in linea con la produzione dei due fratelli, se ne consiglia la visione solo a chi sa apprezzarli. RSVP: “Due giorni, una notte“, “Still Life“. Voto: 7+. La ragazza senza nome Test di Bechdel:...

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È SOLO LA FINE DEL MONDO (2016)

Sicuramente è l’opera formalmente più matura di Dolan, anche se risente dell’impianto fortemente (e volutamente?) teatrale: i temi cari al regista canadese ci sono sempre tutti, ma ciò che spicca di più è l’incomunicabilità tra i personaggi e il desiderio irrefrenabile di soverchiarsi verbalmente a vicenda. Altrettanto sicuramente uno dei film più nevrotici e angoscianti della stagione. RSVP: “Laurence Anyways“, “Tom at the farm“. Voto: 7. È solo la fine del mondo Test di Bechdel:...

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UN PADRE, UNA FIGLIA (2016)

Fulgido esempio di quel neorealismo carpatico che tanti bei film ci sta regalando in quest’ultimo decennio: tra riflessioni morali e sociologiche, scontri generazionali e intrafamiliari e armadi straripanti di scheletri, esce un ritratto tutt’altro che lusinghiero della Romania di oggi e pone interrogativi a cui nessun abitante di un paese pseudo-civile (come anche l’Italia) dovrebbe sottrarsi. RSVP: “Il caso Kerenes“, “The Lesson – Scuola di vita“. Voto: 7,5. Un padre, una figlia Test di Bechdel:...

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IL CLIENTE (2016)

Ci mette un po’ ad ingranare, perché non è facile delineare con cura un nucleo familiare moderno in una realtà integralista con uno stile minimale; quando però riesce a partire, la tensione che lega tra loro tutti i personaggi e i colpi di scena che animano il finale, oltre all’interessante componente metateatrale, catturano lo spettatore e gli impongono tutte le riflessioni che si è evitato nella prima parte. Farhadi ormai è una garanzia. RSVP: “Una separazione“, “Il passato“. Voto: 7/8. Il Cliente Test di Bechdel:...

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IO, DANIEL BLAKE (2016)

Toccante e commovente come pochi, Ken Loach riesce ad evitare ogni forma di patetismo e “strappalacrimosità”, dipingendo in modo sottilmente ironico un quadro sociale a dir poco indignante. Il protagonista Dave Johns è di una bravura e un’umanità uniche e, attraverso il suo lento martirio burocratico, lancia una serie di riflessioni a cui nessun impiegato statale dovrebbe sottrarsi. Indubbiamente, il miglior film sociale della stagione. RSVP: “My name is Joe“, “Tirannosauro“. Voto: 8. Io, Daniel Blake Test di Bechdel:...

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PATERSON (2016)

Un conto è scrivere una sceneggiatura poetica, un altro scrivere una vera e propria poesia e usarla come sceneggiatura: anafore, metafore, epistrofi e quant’altro, trasformate in immagini e supportate qua e là da didascalie assolutamente funzionali, in un film a dir poco densissimo. Driver si conferma un grande interprete per le opere più intime e minimali, ed è proprio in questi casi che anche Jarmusch riesce a dare il meglio di sé. RSVP: “Ghost Dog – Il codice del samurai“, “Broken Flowers“. Voto: 7/8. Paterson Test di Bechdel:...

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VI PRESENTO TONI ERDMANN (2016)

Una delle commedie meno convenzionali mai realizzate, incentrata essenzialmente sulla pseudo-comicità imbarazzante del protagonista, che mette costantemente a disagio la figlia in carriera. Ma è proprio il contrasto tra questi due personaggi/mondi, incapaci di comunicare tra loro, a generare riflessioni interessantissime (dalle differenze generazionali al capitalismo, dall’arrivismo all’emancipazione femminile) e a suscitare tanta tenerezza. Spiazzante ed inconsueto. RSVP: “Attenberg“, “Alle Anderen“. Voto: 8. Vi presento Toni Erdmann Test di Bechdel:...

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MA LOUTE (2016)

Indubbiamente è il film più bunueliano del nuovo milennio: la borghesia – guarda caso – che sta decadendo, il proletariato ridotto al cannibalismo e le forze dell’ordine pompose e inutili, sono tutte metafore del quadro europeo prima della Grande Guerra. Recitato volutamente sopra le righe e nonsense all’inverosimile, regala qua e là sprazzi di poesia e altri di satira corrosiva, ma più di due ore di dialoghi assurdi sono difficili da reggere. RSVP: “Cosmos“, “Il fascino discreto della borghesia“. Voto: 7–. Ma Loute Test di Bechdel:...

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AMERICAN HONEY (2016)

Monumentale coming of age movie, che con grande freschezza e immediatezza (sembra quasi un musical on the road) traccia un preciso ritratto dei nuovi post-adolescenti americani: schizoidi, disillusi, materialisti, privi di sogni e di prospettive. Stilisticamente ricorda un mix tra Van Sant e Dolan e riesce a imprimere un forte lirismo a vicende di una quotidianità quasi imbarazzante; solo la durata, alla fine dei conti, risulta leggermente eccessiva. RSVP: “The Land“, “Quasi Famosi“. Voto: 8-. American Honey Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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