Categoria: SXSW

THE BIG SICK (2017)

Probabilmente è la miglior commedia romantica dell’ultima stagione cinematografica, e per giunta è tratta dalla storia vera del protagonista: strameritata la nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura, e ottime le performance di tutti i personaggi; soltanto la regia è forse un po’ troppo tradizionalista ed essenziale, ma ci sta. La Kazan si sta affermando come una novella Meg Ryan ed è ormai una garanzia delle romedy. RSVP: “Don’t think twice“, “Breaking Upwards“. Voto: 7/8. The Big Sick Test di Bechdel:...

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READY PLAYER ONE (2018)

Summa di come dovrebbe essere il cinema secondo il concetto originario di “intrattenimento per tutti” tipico di Spielberg: ci sono tutti i temi che riguardano i giovani d’oggi (mondo reale vs digitale, cyberbullismo, maturità e responsabilità, assenza di ideali e altro ancora) e la storia ricalca gli stilemi tipici del filone, tra antagonisti adulti che pensano solo al denaro e la storia d’amore che riesce a coronarsi solo nel finale. Ciliegina sulla torta per i nostalgici degli Eighties, una marea di citazioni tutte da scoprire dalla prima all’ultima scena. RSVP: “E.T.“, “Matrix“. Voto: 7+. Ready Player One Test di...

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MOST BEAUTIFUL ISLAND (2017)

Un ritratto scarno ed essenziale di un’immigrata come tante a New York: lo spazio concesso a passato e futuro è nullo, la storia è interamente focalizzata sul presente della protagonista, e sui mille espedienti -e difficoltà- che deve attraversare per sbarcare il lunario. Spiazza il finale, in cui trova spazio anche una consistente critica sociologica, e degenera in un incubo a occhi aperti. RSVP: “13 Tzameti“, “Sleeping Beauty“. Voto: 7,5. Most Beautiful Island Test di Bechdel:...

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THE DISASTER ARTIST (2017)

Finalmente Franco riesce a lasciarsi alle spalle Rogen -relegato a un ruolo minore- e la sua solita “cricca” per realizzare una commedia sensata, intelligentemente divertente e, soprattutto, contraddistinta da una “branaghiana” cura filologica nella ricostruzione della storia da cui è stata tratta. E riesce perfino nell’impresa ardita d’invogliare il pubblico a recuperare un film spazzatura come “The Room“. RSVP: “Forgotten Silver“, “Ed Wood“. Voto: 7,5. The Disaster Artist Test di Bechdel:...

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MAYHEM (2017)

Un virus che -una volta tanto- non genera zombie, e la paura del contagio viene stroncata sul nascere perché tutti sono infetti: e così la storia si abbandona alla più totale assenza di controllo e inibizioni, degenerando quasi nell’arcade nella seconda parte. Non è un capolavoro e non passerà agli annali, ma almeno dimostra che è ancora possibile fare qualcosa di diverso senza spremere troppo le meningi. Encomiabile la colonna sonora. RSVP: “Crank“, “Severance – Tagli al personale“. Voto: 6/7. Mayhem Test di Bechdel:...

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BABY DRIVER (2017)

L’inseguimento iniziale frantuma in pochi minuti gli ultimi “Fast & Furious“, mentre il successivo piano sequenza a ritmo di musica fa invidia a “La la land“, senza dimenticare l’esplosivo finale à la “Terminator 2“; il tutto come se fosse un musical. D’accordo, sarà un film di genere e non aggiungerà -forse- nulla alla storia del cinema, ma Edgar Wright dimostra di avere la stoffa per reggere il grande salto e sforna uno dei migliori action movie degli ultimi anni. RSVP: “Drive“, “Fast & Furious“. Voto: 7/8. Baby Driver Test di Bechdel:...

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BARBECUE (2017)

Un documentario interamente incentrato sulle diverse tecniche di barbecue in giro per il mondo? Ebbene sì, e per di più è davvero bellissimo e interessantissimo! Oltre alla fotografia da urlo e al ritmo davvero sostenuto, anche se non ci sono particolari twist narrativi, trova sempre il modo per inserire qua e là riflessioni sociologiche ed etnologiche tutt’altro che banali. Ennesimo esempio della grandissima scuola documentaristica statunitense. RSVP: “Jiro dreams of sushi“, “Food, Inc.“. Voto: 7,5. Barbecue Test di Bechdel:...

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HOLY GHOST PEOPLE (2013)

Sul settarismo più malato e torbido sono già stati girati diversi film degni d’interesse, pertanto è lecito aspettarsi -soprattutto da un film a basso budget come questo- qualche spunto diverso dal solito. Purtroppo non è così, e anche il cast è tutt’altro che convincente, risultando in una vaga sensazione di dilettantismo e approssimazione. RSVP: “The Sacrament“, “Faults“. Voto: 5. Holy Ghost People Test di Bechdel:...

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ANOTHER EVIL (2016)

Una ghost story come tante diventa l’originale pretesto per una storia d’amicizia insolita, in cui due solitudini differenti s’incontrano e in modo molto mumblecore riescono a creare un legame, per quanto effimero. Peccato per la parte centrale del film, che ha un incedere davvero lento e affanoso, altrimenti il finale avrebbe regalato diversi spunti interessanti, soprattutto se al posto di Zissis fosse stata scritturata un’attrice. RSVP: “Baghead“, “Creep“. Voto: 6/7. Another Evil Test di Bechdel:...

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SONG TO SONG (2017)

Un altro patinatissimo collage di spot pubblicitari di profumi che, però, riesce ad avere una buona coerenza interna e un plot finalmente degno di questo nome. Purtroppo cotanto formalismo va a penalizzare il tasso emozionale, che qui e là riesce ad emergere, ma mai con la giusta forza e, soprattutto, mai per più di una manciata di secondi. Vedremo come andrà col prossimo film di Malick. RSVP: “To the wonder“, “Knight of Cups“. Voto: 7–. Song to song Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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