Categoria: Drammatico

TULIP FEVER (2017)

Period drama dall’intricato intreccio shakespeariano, incentrato sulla prima bolla speculativa della storia del capitalismo: l’ambientazione risulta, quindi, parecchio originale e -per quanto forzata in alcuni passaggi un po’ arditi- anche la sceneggiatura ha una piacevole teatralità. Gradevoli anche la messa in scena e la cura per i dettagli storici: peccato sia stato prodotto da Weinstein, che lo condanna a un incolpevole stroncatura. RSVP: “La ragazza con l’orecchino di perla“, “The Danish Girl“. Voto: 6/7. Tulip Fever Test di Bechdel:...

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THE PLACE (2017)

Una delle migliori riflessioni sul libero arbitrio mai proposte sul grande schermo, adottando soluzioni tanto minimali quanto efficaci: un’unica location (peraltro un nonluogo), una decina di attori (tutti bravissimi, in particolare il monumentale Mastandrea), una sceneggiatura solida e un’estetica moderna (e anche un po’ hollywoodiane). La parte più interessante dell’opera sta nell’inevitabile rapporto interlocutorio che viene a crearsi con lo spettatore, che viene costretto a interrogarsi sulla propria morale, e non solo su quella dei personaggi. RSVP: “Perfetti Sconosciuti“, “Avvenne domani“. Voto: 7,5. The Place Test di Bechdel:...

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NEWNESS (2017)

Non c’è aggettivo migliore di “disturbante” per descrivere un film come questo: la società che ritrae e le riflessioni che propone sono di grande attualità, ma l’intera generazione dei protagonisti è fatta solo di egoisti, edonisti e masochisti, attratti esclusivamente dai propri smartphone e dalla ricerca sistematica della “novità”. Doremus si conferma un maestro nella creazione, distruzione e ricostruzione delle storie d’amore tormentate tra giovani. RSVP: “Like crazy“, “Knight of Cups“. Voto: 7. Newness Test di Bechdel:...

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FORTUNATA (2017)

Una storia semplice, fatta delle sfide, delle sfortune e dei sogni che ogni giorno devono affrontare i nuovi proletari, in un contesto difficile come quello dei bassifondi multietnici romani. Il neon-realismo (più che neorealismo) di Castellitto funziona finché non concede il fianco alla retorica, tra citazioni classicistiche (Antigone) e personaggi meno credibili (Accorsi). Ottima come sempre la Trinca, ed ennesima conferma del talento di Borghi. RSVP: “Il padre d’Italia“, “Nessuno si salva da solo“. Voto: 7. Fortunata Test di Bechdel:...

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LADY MACBETH (2016)

Il confine tra vittima e carnefice non è mai stato così labile, e il film è in realtà un tortuoso percorso che porta una giovane e innocente fanciulla a diventare una perfida e perfetta dark lady. Tra fotografia desaturata (ma naturale), regia minimale e sceneggiatura scarna (e diretta), non c’è nulla di eclatante in un’opera come questa, eppure è proprio grazie alla sua essenzialità che colpisce nel segno. RSVP: “Amour Fou“, “L’inganno“. Voto: 7,5. Lady Macbeth Test di Bechdel:...

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UNA PROMESSA (2013)

Melodramma in costume che parla di temi moderni -come il dualismo tra carriera e amore- con un respiro classico, in un crescendo di tensione e frustrazione che non trascura nessuno dei tre vertici del triangolo amoroso al centro della storia. Il risultato finale è un’elegante e toccante (soprattutto nella seconda parte) trasposizione che evita accuratamente di degenerare nello stucchevole. RSVP: “Ridicule“, “Frantz“. Voto: 7. Una promessa Test di Bechdel:...

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BRAWL IN CELL BLOCK 99 (2017)

Dopo un esordio col botto nel genere western, Zahler sceglie il prison movie per la sua seconda prova, e anche in questo caso la supera a pieni voti, con la stessa identica ricetta: canoni di genere pienamente rispettati, sceneggiatura solida dal ritmo un po’ sincopato e sprazzi di violenza inaudita, al limite dello splatter. Perfetta la scelta di Vaughn come protagonista, che ha il physique du role e l’inespressività perfetti allo scopo. RSVP: “Bone Tomehawk“, “Cella 211“. Voto: 7/8. Brawl in Cell Block 99 Test di Bechdel: negativo....

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L’INGANNO (2017)

La Coppola regista non si discute, e anche questa volta conferma un talento davvero cristallino; come sceneggiatrice, invece, ci ha abituati ad alti e bassi, e dopo un paio di défaillance qui si risolleva usando a mo’ di stampella un vecchio film del 1971. Ci sono ambiguità, personaggi e storia, ma soprattutto tanti registri diversi (dalla commedia al thriller) che rendono l’opera davvero accattivante. RSVP: “Il giardino delle vergini suicide“, “La notte brava del soldato Jonathan“. Voto: 7. L’inganno Test di Bechdel:...

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A GHOST STORY (2017)

Pressoché muto, essenziale e dilatato oltremodo, ma anche immersivo come pochi altri e, soprattutto, scritto e diretto magistralmente: è “Il Sesto Senso” se l’avesse concepito Malick, o meglio ancora “Ghost” diretto da Ponsoldt, oppure “Il fantasma innamorato” rifatto da Cianfrance. Indubbiamente una delle migliori (e più originali) ghost story del nuovo millennio, anche se non è di certo alla portata di tutti. RSVP: “Ghost“, “Il fantasma innamorato“. Voto: 7/8. A ghost story Test di Bechdel:...

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DUNKIRK (2017)

È vero che Nolan riesce nell’ardua -e per certi versi discutibile- impresa di “svuotare” sentimentalmente ed emotivamente il contesto bellico, ma è altrettanto vero che ormai solo lui riesce a conciliare il grande cinema d’intrattenimento con un’attenzione formale unica e una precisione dei meccanismi interni degna di un orologio svizzero. E così la guerra diventa un intreccio di piani e di spazi temporali che avvince, convince e angoscia come pochi altri. RSVP: “La sottile linea rossa“, “Inception“. Voto: 8,5. Dunkirk Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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