Categoria: Fantascienza

MARJORIE PRIME (2017)

La robotica al servizio dei rapporti umani, dei ricordi e dell’elaborazione del lutto: sulla carta si tratterebbe di fantascienza, ma in realtà sembra una pièce teatrale (e in effetti è proprio quella l’origine della sceneggiatura) che si sviluppa come una catena -una maglia circolare alla volta- attorno a una famiglia tormentata dal proprio passato. Lento, verboso e statico, ma recitato magistralmente e comunque originale. RSVP: “Robot & Frank“, “Her“. Voto: 7,5. Marjorie Prime Test di Bechdel:...

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INFINITY CHAMBER (2017)

Lo spunto non è certo dei più originali: da “Il tunnel sotto il mondo” in poi, la lista è davvero interminabile. Inoltre, con due soli attori e due sole location, sulla lunga distanza il senso di claustrofobia colpisce anche lo spettatore, che forse si sarebbe accontentato di un minutaggio inferiore. Bisogna però ammettere che funziona bene e dimostra ancora una volta che non serve un budget faraonico per fare dell’onesta fantascienza. RSVP: “2:22 – Il destino è già scritto“, “Il tunnel sotto il mondo“. Voto: 6/7. Infinity Chamber Test di Bechdel:...

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BLADE RUNNER 2049 (2017)

La confezione è a dir poco magniloquente e Villeneuve si conferma come uno dei più talentuosi registi in circolazione, mentre dal punto di vista tematico il film non è affatto male: si discosta quel tanto che basta dal predecessore e tira in ballo nuovi temi più attuali, anche se tende a mettere troppa carne al fuoco e a fare più fumo che arrosto. La sceneggiatura, invece, è il tallone d’Achille, con qualche buco qua e là e soprattutto una carrellata di cattivi stilizzati, banali e per nulla coinvolgenti. Purtroppo incombe un terzo episodio. RSVP: “Blade Runner“, “Her“. Voto: 6,5....

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REMEMORY (2017)

Uno spunto fantascientifico per rendere quantomeno visibile qualcosa d’intangibile come i ricordi (soprattutto quelli rimossi): l’idea è ottima e, sostenuta dall’eccellente cast, genera un thriller contorto a dovere e pieno di sottoplot. Peccato per la mezz’ora finale quasi inutile, che non aggiunge nulla alla storia e si prodiga in sentimentalismi un po’ troppo facili e prevedibili. RSVP: “Se mi lasci ti cancello“, “One hour photo“. Voto: 7. Rememory Test di Bechdel:...

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IL TUNNEL SOTTO IL MONDO (1969)

Nonostante gli evidenti limiti tecnici, è altrettanto innegabile la genialità del soggetto scelto e della regia adottata: la paranoia del complotto mondiale, la giornata che si ripete immutabile, la camera a mano tremante, l’audio asincrono (ridoppiato), gli inserimenti di tavole grafiche statiche… Inspiegabile che ancora oggi nessuno ne parli, né se lo ricordi, né tantomeno tributi i giusti meriti a Cozzi. RSVP: “Dark City“, “Ricomincio da capo“. Voto: 9. Il tunnel sotto il mondo Test di Bechdel:...

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2:22 – IL DESTINO È GIÀ SCRITTO (2017)

Va bene la ricerca della sorpresa a tutti i costi e dello spunto surreale per rinverdire la tradizione dei thriller sentimentali, ma in casi come questo il troppo stroppia e, se da un lato la storia d’amore rimane così piatta e stilizzata da non diventare mai verosimile, dall’altro la vicenda assume contorni così fumosi da rasentare l’insensato. RSVP: “Adaline – L’eterna giovinezza“, “Synchronicity“. Voto: 5. 2:22 – Il destino è già scritto Test di Bechdel:...

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ALIEN: COVENANT (2017)

Ha un qualche vago senso parlare di un film che non può prescindere dalla visione di un mediocre prequel e ha il solo scopo di raccordare la trilogia classica di Alien con tutto il resto? La risposta è ovviamente no, e francamente la visione è tiepidamente consigliata solo a chi ha già visto tutti e quattro i precedenti film. RSVP: “Prometheus“, “Alien vs. Predator“. Voto: SV. Alien: Covenant Test di Bechdel:...

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OKJA (2017)

Una storia essenzialmente di fantasia che, però, tocca tantissimi temi di grande attualità, dagli OGM all’etica, dall’ecologia alla decrescita; non manca neppure una forte componente didattica, per spiegare ai giovani (ma non ai bambini, attenzione!) il brutale mondo degli allevamenti intensivi e delle multinazionali. Qualche scena sarà forse troppo retorica, e non mancano neppure le autocitazioni del regista, ma visivamente ed emotivamente è davvero piacevole. RSVP: “The Host“, “King Kong“. Voto: 7,5. Okja Test di Bechdel:...

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THE BAD BATCH (2016)

Dopo un esordio col botto, la Amirpour riesce a cimentarsi con un budget e un cast di ben altra caratura: il risultato ha, però, due facce ben distinte. Da un lato ci sono l’estetica, che si conferma impeccabile, e il mood western, che viene ulteriormente enfatizzato rispetto al predecessore; dall’altro la storia e, soprattutto, le scene, che a volte si dilatano all’inverosimile, rallentando e svuotando il film. Godibile, ma da lei è lecito aspettarsi molto di più, specialmente nella sceneggiatura. RSVP: “A girl walks home alone at night“, “Mad Max: Fury Road“. Voto: 6/7. The Bad Batch Test di...

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KILL SWITCH (2017)

Fantascienza dal budget ridottissimo che, però, riesce a nascondere a dovere i propri limiti con una serie di trovate non propriamente originali ma riuscite (in primis, l’inquadratura in soggettiva delle scene d’azione). L’intreccio tra i diversi piani temporali e i “colpetti” di scena sparsi qua e là fanno il resto, anche se forse si sarebbe potuto osare di più (la soggettiva, ad esempio, poteva essere usata per nascondere qualcosa del protagonista). RSVP: “The Divide“, “Synchronicity“. Voto: 6+. Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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