Categoria: Horror

ENCLOSURE (2016)

B-movie che rinchiude diversi temi caldi (ecologia, famiglia ed emancipazione femminile in particolare) in una semplice e claustrofobica tenda canadese: la tensione è bella alta, grazie anche alla location inusuale, e la scrittura più che dignitosa, anche se i colpi di scena risultano un po’ telefonati, sia perché la gravidanza della protagonista viene svelata fin dalla prima scena, sia perché la soluzione del mostro ubiquitario è già stata vista in tanti altri film. RSVP: “Howl“, “Preservation“. Voto: 6+. Enclosure Test di Bechdel:...

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SCAPPA – GET OUT (2017)

Film horror dell’anno, a cui non si può chiedere di più: c’è l’incipit spiazzante, c’è tensione a palate dall’inizio alla fine, c’è il metaforone politico, ci sono tanti personaggi uno più inquietante dell’altro, ci sono gli spunti comici d’alleggerimento, ci sono i colpi di scena (prima sembra uno slasher, poi “La casa nera” e poi “Society“…), ci sono un’infinità di scene azzeccate e, soprattutto, c’è un gran bel finale. E per fortuna che è un esordio! RSVP: “The Invitation“, “Society – The Horror”. Voto: 8. Scappa – Get Out Test di Bechdel:...

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THE BLACKCOAT’S DAUGHTER (2015)

Un onirico intreccio di storie e piani temporali, che ricorda le opere più tenebrose di Lynch, complici anche i cupi effetti sonori di sottofondo. Per buona parte del film non succede quasi nulla di concreto, ma il livello di tensione è sempre alle stelle e gli sguardi vitrei delle tre protagoniste da un lato non lasciano trapelare mai nulla e dall’altro non fanno presagire niente di buono. Inquietantissimo. RSVP: “Kristy“, “Inferno“. Voto: 7,5. The Blackcoat’s daughter Test di Bechdel:...

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A DARK SONG (2016)

Un’indagine intima e approfondita sulle motivazioni che possono spingere una persona in un momento di debolezza verso l’occultismo: il film si regge sul perenne dubbio che possa essere tutta ciarlataneria, spargendo pochi e sapienti elementi d’incertezza qua e là. Il finale, per quanto possa far storcere il naso ai puristi dell’orrore, una volta tanto ha un messaggio interessante e positivo. Superbo il comparto sonoro. RSVP: “Don’t knock twice“, “The Alchemist Cookbook“. Voto: 7/8. A dark song Test di Bechdel:...

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PREVENGE (2016)

In passato, la Lowe ha lavorato con Wheatley sia come attrice che come sceneggiatrice, e questo è evidente fin dalla prima scena: stessa estetica raffinata, stessi sbotti d’ira, stessi ammazzamenti cruenti (al limite dello splatter) e stessi dialoghi in bilico tra il pulp e la black comedy. Interessanti le critiche che muove alla società contemporanea per le contraddizioni sul ruolo della donna incinta. RSVP: “Killer in viaggio“, “Lucky“. Voto: 7+. Prevenge Test di Bechdel:...

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THE VOID (2016)

Atmosfere abbondantemente anni Ottanta, reminescenze di Lovecraft e qualcuna anche di Barker, un intreccio che non lascia nulla al caso (anzi, forse esagera sotto questo punto di vista) e tensione a palate dalla prima all’ultima (ma proprio ultima) scena: ad essere pignoli, questa è una ricetta ormai datata, ma se confezionata a dovere (come in questo caso) funziona ancora a meraviglia. RSVP: “Manborg“, “Baskin“. Voto: 7,5. The Void Test di Bechdel:...

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HOUSE ON WILLOW STREET (2017)

Da un lato, c’è una parte del comparto tecnico (effetti speciali in primis) che lascia un pochino a desiderare; dall’altro, però, c’è uno spunto (il rapimento dell’indemoniata) che crea delle ottime premesse. Peccato che la sceneggiatura non sostenga a dovere lo sviluppo dei personaggi e, alla fine, tutto degeneri nei soliti cliché, senza sfruttare il potenziale dell’originale soggetto. RSVP: “Man in the dark“, “The autopsy of Jane Doe“. Voto: 5/6. House on Willow Street Test di Bechdel:...

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THE CREATURE BELOW (2016)

La sola scena in cui il cucciolo Cthulhu-like spruzza inchiostro come un calamaro qualunque grida vendetta… Poi anche tutto il resto è terribilmente prevedibile e dozzinale, poiché girato con mezzi (e idee) di fortuna. Guadagna un punto in più soltanto grazie al finale, che a ben guardare è una sorta di rivisitazione de “Il seme della follia“, ma – per quanto non originale – riesce a risvegliare l’attenzione del povero spettatore. RSVP: “Harbinger Down“, “Il seme della follia“. Voto: 5. The Creature Below Test di Bechdel:...

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MY LITTLE SISTER (2016)

Slasher di serie B made in Italy che – saggiamente – sceglie di aggirare i suoi evidenti limiti premendo sull’acceleratore fin dai primi fotogrammi: il problema è che nella parte centrale si esaurisce il carburante e allora si avanza per inerzia, con interminabili scene di caccia mute. Discretamente efficaci alcuni spaghetti qua e là – in verità un po’ sleali – e lo spiegone finale, con annesso colpo di scena telefonato. RSVP: “Oltre il guado“, “Charlie’s Farm“. Voto: 6. My Little Sister Test di Bechdel:...

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DON’T KILL IT (2016)

Un B-movie recitato costantemente sopra le righe, con effetti speciali a basso costo e cliché di genere a non finire: cosa gli si potrebbe chiedere di più? Il sempreverde Dolph Lundgren, che con un paio di espressioni di numero e la sua solita truce fisicità aggiunge grottesco al grottesco e dà un senso al tutto. Solo per i nostalgici degli anni Ottanta. RSVP: “Hobo with a shotgun“, “Wolfcop“. Voto: 6,5. Don’t kill it Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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