Categoria: Horror

IT (2017)

Indubbiamente più fedele e, soprattutto, meglio confezionato del tentativo precedente (ma si faceva poca fatica…), si affida comunque a meccanismi e trovate che ormai fanno parte della vecchia tradizione orrorifica, tra mostri onnipresenti, spaghetti e colpi bassi a più non posso e ragazzini superominici. Se ne sentiva davvero il bisogno di un altro revival, sulla scia dell’entusiasmo per “Stranger Things“? RSVP: “Stand by me – Ricordo di un’estate“, “It“. Voto: 6+. It Test di Bechdel:...

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KUSO (2017)

Disturbato, disturbante, volgare e privo di ogni senso, oltre che esteticamente ributtante: quindi, perché guardarlo? Nel dubbio lasciatelo perdere, a meno che non siate dei fan di Flying Lotus. RSVP: “Gummo“, “Bad Boy Bubby“. Voto: SV. Kuso Test di Bechdel:...

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HERE COMES THE DEVIL (2014)

I film con bambini posseduti ormai non si contano più, ma in questo caso gli elementi interessanti sono ben altri: innanzitutto c’è lo stile (essenziale ma pulito, evita accuratamente ogni cliché e i più banali spaghetti), poi il metaforone sessuale (che -per quanto sempliciotto- dà una certa profondità alla trama) e infine lo sviluppo (lineare ma imprevedibile, condito dai giusti twist). Godibile. RSVP: “Don’t knock twice“, “The Children“. Voto: 6/7. Here comes the devil Test di Bechdel:...

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IT STAINS THE SANDS RED (2016)

Uno dei tipici cliché degli zombie movie è che i morti viventi sono lenti e stupidi ma… numerosi! In questo caso, invece, lo zombie è uno solo e… testardissimo, trasformando il film in una sorta di slasher o -vista l’ambientazione- in un duello zombie-western. Ci sarebbero altri spunti interessanti, ma purtroppo ci sono anche un paio di passaggi al limite del nonsense, che degradano sensibilmente il valore dell’opera. RSVP: “Fido“, “28 Giorni Dopo“. Voto: 6+. It stains the sands red Test di Bechdel:...

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THE TRIANGLE (2016)

Finalmente un found footage senza fantasmi né “bubu settete“, girato con un buon gusto estetico e una sceneggiatura degna di questo nome, senza dimenticare alcune trovate originali ed efficaci, come gli split screen nelle fasi concitate. Anche il finale aperto e l’assenza di patetici “spiegoni” -per quanto classico e tutto sommato già visto- rendono la visione piacevole fino all’ultimo fotogramma. RSVP: “The Sacrament“, “Holy Ghost People“. Voto: 7. The Triangle Test di Bechdel:...

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DEAD AWAKE (2016)

Finalmente uno spunto diverso dal solito per un film d’orrore mainstream, ma… Cos’è quella strega con i capelli neri che striscia per terra? E cosa sono quei “bubu-settete” inutili? E perché tirare in ballo i soliti riti antichi? Insomma, alla fine è l’ennesima solita minestra riscaldata (peraltro anche male). RSVP: “Final Destination“, “The Nightmare“. Voto: 4. Dead Awake Test di Bechdel:...

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THE EVIL WITHIN (2017)

L’incipit è da manuale del cinema lisergico e mette subito in chiaro quelli che saranno gli assi portanti dell’opera, ovvero la psicanalisi del protagonista, gli effetti speciali artigianali che tanto ricordano quelli di Svankmajer e l’atmosfera così disturbante da fare il paio con Lynch. Poi vabbé, ci sono una marea di buchi narrativi, di trovate inverosimili e di cali qualitativi, ma di sicuro è uno dei film più genuinamente orrorifici degli ultimi anni. RSVP: “Lunacy“, “Basket Case”. Voto: 7,5. The Evil Within Test di Bechdel:...

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GRAVE (2016)

Una giovane vegetariana che passa da un estremo all’altro diventando cannibale sembrerebbe lo spunto perfetto per una horrordy politicamente scorretta, e invece è il soggetto di un racconto di formazione profondo e raffinato, che parla di un fenomeno gravissimo come il bullismo e di un momento delicatissimo come il coming-of-age in un contesto difficilissimo come il primo anno di università. Magnifica la regia ed eccellente la protagonista, il Belgio si conferma fucina di talenti orrorifici. RSVP: “Contracted“, “Excess Flesh“. Voto: 8. Grave – Raw Test di Bechdel:...

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THE LURE (2015)

Più che di un vero e proprio film dell’orrore, in questo caso si potrebbe parlare di una rivisitazione della favola de “La sirenetta” in chiave dark-pop: l’estetica e la colonna sonora sono fortemente anni Ottanta e non si fanno problemi a degenerare nel kitsch quando serve; in realtà, sotto a questa patina glitterata, c’è un po’ di racconto di formazione al femminile, un po’ di fiaba edificante e un po’ di satira politica. Originale. RSVP: “SiREN“, “Thale“. Voto: 7. The Lure Test di Bechdel:...

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ENCLOSURE (2016)

B-movie che rinchiude diversi temi caldi (ecologia, famiglia ed emancipazione femminile in particolare) in una semplice e claustrofobica tenda canadese: la tensione è bella alta, grazie anche alla location inusuale, e la scrittura più che dignitosa, anche se i colpi di scena risultano un po’ telefonati, sia perché la gravidanza della protagonista viene svelata fin dalla prima scena, sia perché la soluzione del mostro ubiquitario è già stata vista in tanti altri film. RSVP: “Howl“, “Preservation“. Voto: 6+. Enclosure Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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