Categoria: Thriller

EL BAR (2017)

De la Iglesia torna alla black comedy corale e lo fa ancora una volta puntando sull’ambientazione claustrofobica e l’assoluta ambiguità dei personaggi: il twist principale del film arriva forse troppo presto, ma la scelta di non indugiare con gli “spiegoni” lascia un piacevole clima d’incertezza fino alla fine, anche se non tutti i fili vengono tirati a dovere e con la giusta coerenza. L’opera in sé è carina: speriamo che non ci sia spazio per un sequel… RSVP: “La comunidad – Intrigo all’ultimo piano“, “L’angelo sterminatore“. Voto: 6/7. El Bar Test di Bechdel:...

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LA RAGAZZA NELLA NEBBIA (2017)

Atmosfere algide, da thrillerone nord europeo, unite ai toni un po’ vintage del giallo d’indagine italiano, il tutto rinfrescato dalle moderne riflessioni sul tritacarne mediatico dei nostri giorni. Carrisi debutta alla regia come un discreto manierante, ma è l’intreccio -basato sulla solida sceneggiatura ricavata dal suo romanzo- a dare spessore all’opera. Non si griderà al miracolo e non sarà il massimo dell’innovazione, ma è meglio del 90% dei thriller usciti nell’ultimo lustro. RSVP: “L’uomo di neve“, “La ragazza del lago“. Voto: 7. La ragazza nella nebbia Test di Bechdel:...

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QUARRIES (2016)

Buono lo spunto della squadra di protagoniste tutta al femminile, perseguitata da un gruppo di cacciatori tutto al maschile; allo spettatore più attento, però, non sfuggirà la somiglianza con il belga “Cub“, con i bambini rimpiazzati dalle donne, con tanto di persecutore ferino al seguito. Il problema di questo film è, infatti, la carenza di creatività, che ingrigisce le numerose uccisioni e rende tutto altamente prevedibile. RSVP: “Preservation“, “Cub – Piccole Prede“. Voto: 6-. Quarries Test di Bechdel:...

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HAPPY HUNTING (2017)

Droga, regolamenti di conti, alcolismo, razzismo e ordinarietà della violenza: tutto il marcio dell’America contemporanea scoppia in faccia allo spettatore, in questo film dal budget tutt’altro che sontuoso ma che non ha nulla da invidiare ai primi Tarantino. E non mancano neppure gli sprazzi di satira politica, tra muri, neo-sudisti e bifolchi armati fino ai denti. RSVP: “Green Room“, “Cold in July“. Voto: 7. Happy Hunting Test di Bechdel:...

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WIND RIVER (2017)

Questa volta Sheridan fa tutto da solo e chiude nel migliore dei modi la sua personale trilogia delle nuove frontiere americane, con un altro thriller dal piacevole retrogusto western: solita sceneggiatura solidissima, soliti personaggi ben delineati e soliti scenari naturali affascinanti e potenti. Non raggiungerà le vette di “Hell or High Water“, ma si conferma un grandissimo autore. RSVP: “Insomnia“, “Hell or High Water“. Voto: 7,5. Wind River Test di Bechdel:...

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STRAY BULLETS (2016)

Una sorta di coming of age movie dalla verve tarantiniana, sempre verboso, a tratti violento e pieno di personaggi ambigui. Considerato che si tratta di un esordio dal budget irrisorio, il regista (che è anche il protagonista) dimostra di avere una certa stoffa, azzeccando diverse scene e un paio di personaggi notevoli. Verso il finale, perde qualche colpo la sceneggiatura, quasi come se dovesse essere chiusa in fretta e furia. RSVP: “I don’t feel at home in this world anymore“, “The Liability“. Voto: 6,5. Stray Bullets Test di Bechdel:...

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REPARATION (2016)

Classico esempio di una gran bella storia -peraltro sostenuta da una buona sceneggiatura- inqualunquita da una regia da sabato sera di Rai 2 e da un cast con la tendenza a recitare un po’ sempre sopra le righe. Bello il contrasto tra la prima parte (in bilico tra la romedy e la storia di redenzione) e la seconda (tra la home invasion più classica e il memory thriller): un raro caso di film che meriterebbe un remake. RSVP: “Memento“, “Abuso di potere“. Voto: 7. Reparation Test di Bechdel:...

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IT COMES AT NIGHT (2017)

Carino è carino, senza troppe -inutili- spiegazioni sul misterioso morbo e con una grande attenzione per i rapporti umani all’interno della casa, oltre a un buon livello di recitazione (Edgerton in primis). Negli ultimi anni, però, le sale sono state riempite di film low cost con queste stesse identiche premesse, spesso con risultati migliori o comunque più originali: impossibile, quindi, gridare al miracolo o premiarlo con più di una striminzita sufficienza. RSVP: “Here Alone“, “Z for Zachariah“. Voto: 6. It comes at night Test di Bechdel:...

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SALT AND FIRE (2016)

Nella prima parte è il classico thriller debitore de “L’uomo che sapeva troppo“, seppur pervaso da una vena ecologista che, col passare dei minuti, s’impone sul resto. Nella seconda parte, infatti, lo stile diventa più documentaristico -come da tradizione herzoghiana- e il finale chiude tutti i discorsi con un certo “volemosebenismo“. A parte Shannon, il livello recitativo medio è piuttosto bassino, ed è un peccato, perché le location scelte avrebbero meritato ben altra sorte. RSVP: “Dentro l’inferno“, “Khadak“. Voto: 6/7. Salt and Fire Test di Bechdel:...

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IF THERE’S A HELL BELOW (2016)

Con 4 personaggi, un paio di automobili e altrettante location bucoliche open air (leggi: campi di grano…), una manciata di monologhi tarantiniani e oscuri, l’esordiente Nathan Williams costruisce un climax paranoide davvero notevole, per quanto vacuo e un po’ fine a se stesso. Non sarà un capolavoro, ma il costo realizzativo è stato prossimo allo zero e il ragazzo promette bene. RSVP: “Preternatural“, “Creep“. Voto: 6/7. If there’s a hell below Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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