Categoria: Melpyou

LA STORIA DEL CAMMELLO CHE PIANGE (2003)

Non lasciatevi ingannare dalle apparenze: qui si parla di cammelli, di albinismo e, più in generale, dei nomadi che vivono in Mongolia, ma non solo. I messaggi celati all’interno di quest’opera delicatissima sono ben altri: c’è la riscoperta dell’armonia con la natura, l’accettazione del diverso, la comprensione dei veri valori alla base della famiglia e il rispetto delle radici spirituali che accomunano l’intero creato. RSVP: “Il cane giallo della Mongolia“, “La marcia dei pinguini“. Voto: 8. La storia del cammello che piange [Versione estesa della recensione su...

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LE PICCOLE IDEE (2013)

Un film tanto povero di mezzi quanto ricco di sentimenti, che è stato fatto con il cuore, recitato con la pancia e girato con i piedi. Il risultato è una carrellata di piccoli fiammiferai – interpretati da persone vere, non attori – in digitale che trasudano un ottimismo smisurato, che di questi tempi non guasta di sicuro. RSVP: “La fiammiferaia“, “Centochiodi“. Voto: 6+ (di stima). Le piccole idee [Versione estesa della recensione su...

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GABRIELLE – UN AMORE FUORI DAL CORO (2013)

Inquadrature vansantiane e fotografia coppoliana per una delicatissima storia d’amore, musica e diversità. Difficile ascrivere questo film a un genere in particolare:  è leggero come una commedia, toccante come un dramma e profondo come un documentario (d’altra parte, proprio dal mondo dei documentari arriva la regista Archambault). RSVP: “The Special Need“, “Short Term 12“. Voto: 7/8. Gabrielle [Versione estesa della recensione su...

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XINGU (2012)

Epico racconto di una famiglia di ecologisti ante litteram, i quali hanno cambiato – nel bene e nel male – la storia del Brasile moderno: tutto già visto, insomma, ma si lascia guardare, grazie soprattutto alla magica ambientazione amazzonica e allo stile pulito, quasi documentaristico. RSVP: “Kon-tiki”, “Mission”. Voto: 6/7. [Versione estesa della recensione su...

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ERNEST & CELESTINE (2012)

Un cartone semplice e tenero – che non significa banale e sdolcinato – di quelli come non ne fanno più, grazie anche alla sceneggiatura sapiente di Pennac in persona. E i messaggi – la cultura del diverso, la ricerca di un’identità, il superamento dei pregiudizi – passano anche ai più piccini, nonostante l’apparente complessità. Ennesima grande prova della scuola d’animazione francese. RSVP: “Une vie de chat”, “Arrietty”. Voto: 8. [Versione estesa della recensione su...

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IL MIO NOME È KHAN (2010)

Clone di Forrest Gump al curry, con tutti i limiti di Bollywood – l’abuso del rallenty, la colonna sonora soverchiante e l’estetica un po’ pacchiana – ma, proprio come l’originale, ben scritto e stracolmo di valori positivi e di speranza. La versione “occidentale” del film è orribilmente mutilata. RSVP: “Forrest Gump”, “Rain Man”. Voto: 7. [Versione estesa della recensione su...

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IN DARKNESS (2011)

Film lividissimo su uno dei momenti più cupi della storia dell’umanità e uno di quei piccoli grandi eroi della Seconda Guerra Mondiale, che ci ricorda che nei momenti peggiori l’uomo può tirare fuori il peggio di sé, ma anche il meglio. RSVP: “Il bambino con il pigiama a righe”, “Il falsario”. Voto: 8. [Versione estesa della recensione su...

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L’OSPITE INATTESO (2007)

Un raro esempio di cinema civile, fatto sottovoce, con delicatezza e grande attenzione per la sfera personale. Storia e interpretazioni si sorreggono a vicenda grazie alla reciproca solidità, ma è soprattutto la componente emozionale che riesce a carpire l’attenzione dello spettatore. RSVP: “The Station Agent”, “Welcome”. Voto: 8. [Versione estesa della recensione su...

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LA VITA È MERAVIGLIOSA (1946)

Un film che è diventato tradizione e ha influenzato come pochi altri il successivo cinema americano. Esemplare per regia, interpretazione e capacità di trasmettere sentimenti tanto positivi quanto genuini: chi ama il grande cinema non può vivere senza averlo visto. Chapeau a Capra e a Stewart. RSVP: “Arsenico e vecchi merletti”, “The Family Man”. Voto: 10. [Versione estesa della recensione su...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

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