Un’indagine intima e approfondita sulle motivazioni che possono spingere una persona in un momento di debolezza verso l’occultismo: il film si regge sul perenne dubbio che possa essere tutta ciarlataneria, spargendo pochi e sapienti elementi d’incertezza qua e là. Il finale, per quanto possa far storcere il naso ai puristi dell’orrore, una volta tanto ha un messaggio interessante e positivo. Superbo il comparto sonoro.

RSVP: “Don’t knock twice“, “The Alchemist Cookbook“.

Voto: 7/8. A dark song

Test di Bechdel: negativo.