Classico documentario d’effetto, che punta tutto sulle immagini (tecnicamente spettacolari) e l’adrenalina (presente ad ettolitri), senza scendere troppo a fondo nei contenuti e nelle riflessioni: lo sport estremo visto quasi come una droga, tanta è la dipendenza che dà e l’ottenebramento che provoca (paradigmatiche le discese subito dopo il grave incidente), sarebbe uno spunto interessante, soprattutto in contrapposizione con chi ritiene indistinguibili meditazione e attività fisica (splendide le immersioni); ma questo viene appena abbozzato.

RSVP: “Addicted to life“, “Alla ricerca del limite“.

Voto: 6/7. Don’t crack under pressure

Test di Bechdel: negativo.