Un’opera prima che vince al Sundance dev’essere di sicuro impatto, e infatti questo film “spacca di brutto”: sceneggiatura à la Coen dei primi tempi, toni più da black comedy che da thriller classico (guardate il finale) e quadro sociologico dei personaggi di una misantropia più unica che rara, senza risparmiare critiche all’America del presente. Molto interessante l’estremo realismo nelle conseguenze degli atti violenti: qui la gente si fa tanto male in un attimo e muore davvero male!

RSVP: “Blood Simple – Sangue Facile“, “Blue Ruin“.

Voto: 8. I don’t feel at home in this world anymore

Test di Bechdel: positivo.