I disordini alimentari come anticamera del body horror, con insulse rivalità femminili a fare da sfondo e, soprattutto, una serie di personaggi delineati a colpi d’accetta. Un’opera superficiale e inutile, che riesce nell’ardua impresa di essere quasi interamente al femminile e di risultare quasi offensiva per il gentil sesso. E, come se non bastasse, si concede alcune scene di una lunghezza soporifera: un corto bastava.

RSVP: “Thinspiration“, “Bite“.

Voto: 4. Excess Flesh

Test di Bechdel: positivo.