Una storia semplice, fatta delle sfide, delle sfortune e dei sogni che ogni giorno devono affrontare i nuovi proletari, in un contesto difficile come quello dei bassifondi multietnici romani. Il neon-realismo (più che neorealismo) di Castellitto funziona finché non concede il fianco alla retorica, tra citazioni classicistiche (Antigone) e personaggi meno credibili (Accorsi). Ottima come sempre la Trinca, ed ennesima conferma del talento di Borghi.

RSVP: “Il padre d’Italia“, “Nessuno si salva da solo“.

Voto: 7. Fortunata

Test di Bechdel: positivo.