Opera discontinua e anti-poetica, che sbatte in faccia allo spettatore l’inquietante realtà lampedusana e le disgrazie dei poveri migranti. Le scene forti non mancano e la scelta di Rosi di non aggiungere didascalie, né voci fuori campo, né tantomeno velleità socio-politiche, è coerente con la sua ferrea volontà di non concedere nulla alla retorica. Per contro, le storie italiane minori risultano quasi irritanti nella loro inerte vacuità. Dilatato e sopravvalutato.

RSVP: “Sacro GRA“, “Napolislam“.

Voto: 6+. Fuocoammare

Test di Bechdel: negativo.