La mostruosità intrinseca della guerra si traduce in una multitudine di mostruosità pseudo-formative: questa è la lezione che imparano loro malgrado due gemellini nella devastata (anche moralmente) Ungheria verso la fine della seconda guerra mondiale, tra pedofili, approfittatori, ladri, sadici e assassini. Uno dei film più “marci” – ma al tempo stesso realistici – del genere, impreziosito dalla fotografia livida di Berger e da una colonna sonora minimale ma suggestiva.

RSVP: “Il figlio di Saul“, “Il bambino con il pigiama a righe“.

Voto: 7/8. Il grande quaderno

Test di Bechdel: positivo.