Koontz ha avuto la sfortuna di emergere quasi contemporaneamente a King e questo gli ha impedito di riscuotere il successo che avrebbe meritato. Negli ultimi anni ha subito anche una notevole involuzione, ma il suo stile resta uno dei più adatti alle trasposizioni cinematografiche: ne è la prova questo film, girato come capita, interpretato alla bell’e meglio, ma comunque piacevole e avvincente.

RSVP: “Il sesto senso“, “Intensity“.

Voto: 6,5. Il luogo delle ombre