C’è poco da ridere sui sistemi sanitari moderni, e ancora meno sul cancro e le relative terapie, ma si vede che Lilti – regista e sceneggiatore dell’opera – è anche medico e conosce a fondo il tema di cui vuole parlare. E così c’è la giusta delicatezza e una discreta leggerezza nella trattazione di temi “pesanti”, anche se non si toccano le vette di altre dramedy che addirittura riescono a strappare più di un sorriso senza rinunciare alle riflessioni.

RSVP: “Hippocrate“, “Truman“.

Voto: 6/7. Il medico di campagna

Test di Bechdel: positivo.