Lo spunto non è certo dei più originali: da “Il tunnel sotto il mondo” in poi, la lista è davvero interminabile. Inoltre, con due soli attori e due sole location, sulla lunga distanza il senso di claustrofobia colpisce anche lo spettatore, che forse si sarebbe accontentato di un minutaggio inferiore. Bisogna però ammettere che funziona bene e dimostra ancora una volta che non serve un budget faraonico per fare dell’onesta fantascienza.

RSVP: “2:22 – Il destino è già scritto“, “Il tunnel sotto il mondo“.

Voto: 6/7. Infinity Chamber

Test di Bechdel: negativo.