Fantascienza dal budget ridottissimo che, però, riesce a nascondere a dovere i propri limiti con una serie di trovate non propriamente originali ma riuscite (in primis, l’inquadratura in soggettiva delle scene d’azione). L’intreccio tra i diversi piani temporali e i “colpetti” di scena sparsi qua e là fanno il resto, anche se forse si sarebbe potuto osare di più (la soggettiva, ad esempio, poteva essere usata per nascondere qualcosa del protagonista).

RSVP: “The Divide“, “Synchronicity“.

Voto: 6+.

Test di Bechdel: negativo.