Opera che procede molto (forse anche troppo) per accumulo, appesantendo il tutto con una concatenazione delle (dis)avventure del suo protagonista a dir poco forzosa. In linea con l’ultima produzione di Van Sant, punta tutto sui sentimenti, sui colpi di scena e, soprattutto, sul tema della morte, accantonando ogni forma di coerenza e linearità. Non può certo essere considerato brutto, ma è sicuramente uno dei punti più bassi della carriera del regista americano.

RSVP: “Una pura formalità“, “Revenant – Redivivo“.

Voto: 6. La foresta dei sogni

Test di Bechdel: negativo.