È estetizzante? È grottesco? È ipercritico? È blasfemo? È lungo? Tanti interrogativi con una sola risposta in comune: “forse anche troppo”. In definitiva è un capolavoro mancato, pervaso da un’ambigua indolenza snob, che è la sua forza ma – al tempo stesso – il suo limite più grande.

RSVP: “Le conseguenze dell’amore”, “Lo zio di Brooklyn”.

Voto: 7/8.