Un film teatrale e formalmente perfetto, fotografato magistralmente e recitato impeccabilmente, ma che manca di personalità: Allen rinuncia per l’occasione all’alter ego e, insieme a questo, alla leggerezza della sua tipica ironia; c’è invece tanta nostalgia degli anni Cinquanta e tanta voglia di semplicità, proprio come piaceva agli autori dell’epoca. Un po’ anacronistico e un po’ svogliato.

RSVP: “Café Society“, “Magic in the Moonlight“.

Voto: 6,5. La ruota delle meraviglie

Test di Bechdel: positivo.