Kaurismaki conferma per l’ennesima volta di essere una certezza cinematografica, ma soprattutto un grande artista, perché riesce a conservare uno stile sempre personale e riconoscibile, ma al tempo stesso rimane al passo con i tempi e modernissimo nelle riflessioni, senza rinunciare alla sua sottile ironia scandinava. Se però non vi piacciono gli sguardi vitrei, le luci bislacche e la musica rockabilly, lasciate perdere.

RSVP: “L’uomo senza passato“, “Miracolo a Le Havre“.

Voto: 7,5. L’altro volto della speranza

Test di Bechdel: negativo.