La prima parte è caotica e iperrealistica, coerentemente con la realtà indiana; la seconda, invece, cambia letteralmente passo e prende una piega più intima e psicologica, che un po’ stride con il resto. Bella la caratterizzazione del protagonista e stimolanti sia le sue riflessioni che quelle della madre adottiva, anche se nella sceneggiatura c’è qualche passaggio che risulta troppo didascalico e qualche altro troppo dilatato.

RSVP: “The Millionaire“, “Difret“.

Voto: 7,5. Lion: la strada verso casa

Test di Bechdel: positivo.