La prima metà del film è disorientante ed inquietante come poche altre, ma riesce ad esser efficace proprio perché conserva un certo legame con la realtà; poi l’intento metaforico diventa palese e la coerenza scema col passare dei minuti, lasciando il passo a velleità pseudo-religiose non proprio convincenti. Ennesima opera non del tutto compiuta per il solito Aronofsky.

RSVP: “Le verità nascoste“, “The Invitation“.

Voto: 6/7. Madre!

Test di Bechdel: positivo.