Un quadro preciso e ben “depurato” del punto di vista del regista, che analizza a fondo il substrato sociopolitico su cui sta attecchendo la religione musulmana a Napoli: tra maschilismo, degrado, desiderio di rivalsa e pulsioni sovversive, il quadro che ne emerge è poco incoraggiante (specialmente per le donne), anche se la volontà d’integrazione è tanta e non vi è alcun segno di estremismo o terrorismo. Ammirevole per onestà intellettuale.

RSVP: “Pitza e datteri“, “Ameluk“.

Voto: 7,5. Napolislam

Test di Bechdel: positivo.