Un film di guerra moderno, finalmente incentrato sugli uomini, sulle loro paure e sulla loro sfera interiore, il tutto per aiutarci a comprendere che certi attriti nascono da incomprensioni e incomunicabilità culturali, che vanno ben oltre le solite motivazioni religiose ed economiche. La tensione è davvero palpabile, nonostante non accada quasi mai nulla, e la scelta di spiegare lo stretto necessario è assolutamente funzionale a questo. Esordio coi controfiocchi.

RSVP: “Il deserto dei Tartari“, “Mine“.

Voto: 8. Neither Heaven Nor Hearth

Test di Bechdel: negativo.