Un gioco di scatole cinesi e incastri al limite del surrealismo, che unisce elementi della tradizione neo-noir a stilemi delle indieromedy americane. Tra un incipit à laMemento” e un epilogo con vaghe reminescenze di “Una pura formalità“, il film gira davvero bene, generando tantissima tensione dal nulla, complici anche l’espressione funerea di Yelchin, le location à laTwin Peaks” e la fotografia estremamente livida.

RSVP: “Drive“, “Lost River“.

Voto: 7. Niente cambia, tutto cambia

Test di Bechdel: positivo.