L’esordio di Onetti è tanto coraggioso quanto suggestivo: è lapalissiana la volontà di omaggiare la gloriosa tradizione del “giallo all’italiana” (memorabile la colonna sonora), ma non è meno evidente l’intento di creare qualcosa di nuovo e più moderno. Un’opera pressoché priva di dialoghi e fatta quasi esclusivamente di soggettive sbilenche e malferme non è alla portata di tutti e il twist finale è più debitore della moderna scuola spagnola che di Argento e soci.

RSVP: “Francesca“, “Profondo rosso“.

Voto: 7,5. Sonno Profondo

Test di Bechdel: negativo.