Una storia che poteva diventare l’agiografia di un eroe dell’aviazione e che, invece, si trasforma in un’elegia del senso di unità del popolo americano, proprio come piace a Clint Eastwood. Bravo come sempre (quando non esagera) Tom Hanks e bella la scelta di non indugiare su dolore, superomismo ed effetti speciali, ma sembra un po’ sbrigativa la conclusione processuale e meno approfonditi del solito i personaggi principali.

RSVP: “Flight“, “United 93“.

Voto: 6/7. Sully

Test di Bechdel: negativo.