Chi ci conosce sa che abbiamo un debole per quella che amiamo definire “fantascienza post-Carruth“, e questo film rientra a pieno titolo nella categoria. Esteticamente e tecnicamente irreprensibile, nonostante l’essenza indie, manca soltanto di un pizzico di originalità (i viaggi nel tempo hanno ormai poco da dire, salvo colpi di genio) e cerca di rimediare aggiungendo un’insolita componente noir.

RSVP: “Primer“, “The reconstruction of William Zero“.

Voto: 6/7. Synchronicity

Test di Bechdel: negativo.