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2:22 – IL DESTINO È GIÀ SCRITTO (2017)

Va bene la ricerca della sorpresa a tutti i costi e dello spunto surreale per rinverdire la tradizione dei thriller sentimentali, ma in casi come questo il troppo stroppia e, se da un lato la storia d’amore rimane così piatta e stilizzata da non diventare mai verosimile, dall’altro la vicenda assume contorni così fumosi da rasentare l’insensato. RSVP: “Adaline – L’eterna giovinezza“, “Synchronicity“. Voto: 5. 2:22 – Il destino è già scritto Test di Bechdel:...

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BERLIN SYNDROME (2017)

L’incipit è ben focalizzato sulla protagonista ed evita accuratamente tensione, efferatezze e cliché in generale; dal rapimento in poi, però, non c’è niente di nuovo e, soprattutto, nulla di sorprendente. Opera mediocre, che riesce ad infiacchire un già di per sé mediocre romanzo. RSVP: “Room“, “Chained“. Voto: 6-. Berlin Syndrome Test di Bechdel:...

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THE TURNING (2013)

Film a episodi di estenuante lunghezza (17 storie per 3 ore di proiezione), sufficientemente omogeneo stilisticamente, ma estremamente vario in termini di risultato: il cinema australiano ci ha abituati ad opere spiazzanti e insolite e, a modo suo, anche questa volta non fa eccezione. Ci sono corti per tutti i gusti, da quelli più sperimentali a quelli simbolici, da quelli iperrealistici a quelli ipersociologici. RSVP: “Cloud Atlas“, “Crossing Over“. Voto: 7. The Turning Test di Bechdel:...

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TANNA (2015)

Rivisitazione dell’amore impossibile di “Romeo e Giulietta” in chiave Maori: un racconto archetipico, che parte da una micro-storia quasi folkloristica per arrivare (un po’ a sorpresa, con un paio di scene stridenti) a riflessioni di carattere più universale su politica, religione e amore. Minimale nell’estetica e nella recitazione, ma davvero suggestivo nella sua forte componente etno-naturalistica. RSVP: “The Dead Lands“, “El abrazo de la serpiente“. Voto: 7. Tanna Test di Bechdel: positivo....

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52 TUESDAYS (2013)

Un film difficile che tratta un argomento difficile in modo semplice – anzi semplicissimo – prendendolo di petto, senza filtri e senza retorica. Gli interrogativi che suscita sono davvero un’infinità, a partire dal punto di vista della protagonista, che in un’età già complicata come l’adolescenza si trova a dover affrontare sfide più grandi di lei, commettendo inevitabilmente tanti errori. Da vedere, ma assolutamente senza pregiudizi. RSVP: “Moonlight“, “American Honey“. Voto: 7/8. 52 Tuesdays Test di Bechdel:...

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LION: LA STRADA VERSO CASA (2016)

La prima parte è caotica e iperrealistica, coerentemente con la realtà indiana; la seconda, invece, cambia letteralmente passo e prende una piega più intima e psicologica, che un po’ stride con il resto. Bella la caratterizzazione del protagonista e stimolanti sia le sue riflessioni che quelle della madre adottiva, anche se nella sceneggiatura c’è qualche passaggio che risulta troppo didascalico e qualche altro troppo dilatato. RSVP: “The Millionaire“, “Difret“. Voto: 7,5. Lion: la strada verso casa Test di Bechdel:...

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ARROWHEAD (2016)

Carcerati spaziali, parassiti alieni, pianeti inospitali e militari doppiogiochisti: sono tutti ingredienti visti e rivisti nella fantascienza dell’ultimo trentennio; ciò nonostante (e nonostante anche gli evidenti limiti di budget), se supportati da una dignitosa sceneggiatura, da qualche scena azzeccata e da una riduzione ai minimi termini di tutto ciò che potrebbe mettere in cattiva luce questi limiti, possono ancora generare opere interessanti come questa. Ammirevole. RSVP: “Pitch Black“, “Alien“. Voto: 7. Arrowhead Test di Bechdel:...

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CHARLIE’S FARM (2014)

Punto d’incontro tanto perfetto quanto stereotipato tra lo slasher storico americano e quello di scuola australiana: dalla seconda provengono i backpackers e l’ambientazione naturalistica; dal primo, invece, la doppia coppia di malcapitati e il villain mostruoso dal passato controverso. Dopodiché, la sceneggiatura è una carrellata di cliché quasi irritante, che si salva giusto giusto per la virata splatter della seconda parte. RSVP: “Non aprite quella porta“, “Wolf Creek 2“. Voto: 5,5. Charlie’s Farm Test di Bechdel:...

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THE DRESSMAKER (2015)

Poteva essere più caustico nell’attacco alla borghesia e poteva essere meno accomodante nell’uso dei sentimenti, ma – per fortuna – il cinema australiano riesce sempre e comunque a sorprendere, a costo di rasentare il surreale o la forzatura. Grandiosa come sempre la Winslet e ottimi costumi, fotografia e location: una spanna sopra alla media dei “soliti” biopic-polpettoni tanto di moda a Hollywood. RSVP: “Le nozze di Muriel“, “Chocolat“. Voto: 7,5. The Dressmaker Test di Bechdel:...

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APOCALYPTIC (2014)

Se fosse uscito un paio di anni prima, battendo sul tempo “The Sacrament“, si sarebbe gridato al miracolo, o quasi. Ti West, invece, è arrivato per primo e, così, il film risulta pervaso da un forte senso di déjà vu, guadagnando la sufficienza solo nel finale, dove in un baleno vengono stravolte le carte in tavola. RSVP: “The Sacrament“, “Sound of my voice“. Voto: 6,5. Apocalyptic Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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