Tag: black and white

DARLING (2015)

Visivamente ipnotico, grazie anche a una fotografia superba (per quanto vagamente stucchevole), e piacevolmente disturbante, con il suo modo personale di ritrarre la spirale di follia in cui si perde la (brava) protagonista, è uno dei migliori omaggi alle prime opere di Polanski. Suscitano qualche perplessità il montaggio (a tratti quasi da J-Horror) e la sceneggiatura (forse eccessivamente scarna e statica). RSVP: “Repulsione“, “L’inquilino del terzo piano“. Voto: 7. Darling Test di Bechdel:...

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MY FATHER DIE (2017)

Un revenge movie scarno e lineare, ambientato nel solito marcissimo sud degli Stati Uniti, ma esaltato da un eccellente senso estetico e da una buona sceneggiatura, che lo collocano a metà strada tra le primissime opere di Tarantino e le ultimissime di Saulnier. Bello ed esagerato il duello tra padre e figlio, che diventa anche metafora del conflitto familiare che ogni individuo deve superare per emanciparsi. RSVP: “Kill Bill“, “Blue Ruin“. Voto: 7. My Father Die Test di Bechdel:...

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BLUE JAY (2016)

Duplass scrive e interpreta questa storia che più mumblecore non si può: un uomo e una donna, un’amicizia presente e un amore passato, tante parole da ascoltare e tanti segreti da scoprire. La location montana californiana e il bianco e nero scelto dal regista fanno il resto, dando un tono caldo, accogliente e fuori dal tempo all’intera vicenda. Solo per estimatori del genere. RSVP: “Your sister’s sister“, “Creep“. Voto: 7+. Blue Jay Test di Bechdel:...

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AFERIM! (2015)

Un’opera insolita, che per dinamiche e personaggi ricorda il western, ma è invece ambientata nella Romania ottomana e, con una precisione quasi documentaristica, ricostruisce le radici degli odi razziali, religiosi e sociali che nel secolo successivo sarebbero poi sfociati in cruenti conflitti mondiali. Splendida la fotografia e ricercatissima la sceneggiatura: chi ama il vero cinema d’essai non può perderselo. RSVP: “Hard to be a god“, “Il cavallo di Torino“. Voto: 7,5. Aferim! Test di Bechdel:...

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THE EYES OF MY MOTHER (2016)

Ottimo esordio per il giovanissimo Nicolas Pesce, che riprende lo stile di alcuni mostri sacri del cinema nero, come Lynch e Hitchcock, sposta il fuoco sul mostro e indovina una protagonista da antologia, con inquietanti movenze teatrali (d’altra parte, la Magalhaes proviene dal mondo della danza) e uno sguardo davvero inquietante. Da vedere e da tenere d’occhio. RSVP: “Psyco“, “A girl walks home alone at night“. Voto: 7,5. The eyes of my mother Test di Bechdel:...

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FRANTZ (2016)

Da sempre Ozon è un maestro nella composizione dei ritratti femminili, ma questa volta riesce davvero a superarsi (anche tecnicamente), rielaborando una pièce di Rostand: il dualismo tra bianco e nero e colore assume una valenza “umorale”, mentre si susseguono riflessioni che vanno dal pacifismo alla responsabilità genitoriale, dalla moralità della menzogna al sacrificio per il bene degli altri. RSVP: “L’uomo che ho ucciso“, “Scrivimi fermo posta“. Voto: 8. Frantz Test di Bechdel:...

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GUEROS (2014)

Un esordio coi controfiocchi per Ruizpalacios, che unisce un gusto estetico da maestro del cinema ad eleganti pennellate metacinematografiche, senza risparmiare riflessioni sociologiche e generazionali, ma evitando accuratamente la spocchia e il distacco di tanti suoi colleghi. Non si tratta certo di un’opera che colpisca per la sua originalità, ma piuttosto per il suo respiro da instant cult classic. RSVP: “L’odio“, “Ti guardo“. Voto: 7/8. Gueros Test di Bechdel:...

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THE FORBIDDEN ROOM (2015)

Opera affetta da una grave forma di “palinfraschismo“, che sembra realizzata quasi esclusivamente per sperimentare quanti più filtri possibili di Retrica (o altre app simili). Dopo il mockumentary e la sperimentazione espressionista, Maddin cerca di andare oltre, proponendo una sintesi di tutto questo e di tanto altro ancora, puntando in una direzione decisamente lynchiana. Vivamente consigliato solo a chi sa guardare oltre gli standard del cinema tradizionale e non ha paura di non capire praticamente nulla della storia di un film. RSVP: “My Winnipeg“, “Brand upon the brain!“. Voto: 7,5. The Forbidden Room Test di Bechdel:...

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EL ABRAZO DE LA SERPIENTE (2015)

Sarà il bianco e nero estetizzante e fotografato in maniera meravigliosa, sarà la storia un po’ ipnotica e piena di suggestioni mistico-naturalistiche, il risultato finale è a dir poco irresistibile, con l’autentico indios che impersona lo sciamano-guida a far da mattatore, con una miriade di spunti di riflessione tanto acronistici (ma non anacronistici) quanto attuali. Stona soltanto il viaggio psichedelico finale, che sa tanto di “2001: Odissea nello spazio“. RSVP: “Xingu“, “Fitzcarraldo“. Voto: 8. El Abrazo de la Serpiente Test di Bechdel:...

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PER AMOR VOSTRO (2015)

Sarà il bianco e nero estetizzante, sarà l’ambientazione degradata e popolare, sarà l’interpretazione magistrale della Golino: i richiami di questo film al neorealismo sono molteplici e tutti perfettamente attualizzati, grazie alle piccole parti in tecnica mista e agli sprazzi onirici a colori. Il risultato è un raffinato inno all’identità sociale della donna, che lotta per sottrarsi agli stereotipi retrogradi che ancora regnano nel nostro paese. RSVP: “Mamma Roma“, “La vita possibile“. Voto: 7/8. Per amor vostro Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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