Tag: france

HAPPY END (2017)

Nel bene e nel male, Haneke si dimostra una certezza: da un lato, chi lo conosce (e magari lo apprezza) da tempo non può rimanere deluso dai suoi film, perché la ricetta che propone ha più o meno sempre gli stessi ingredienti; dall’altro lato, però, il regista si conferma alquanto refrattario a ogni forma d’innovazione ed evoluzione nel suo stile, deludendo chi invece si aspetta -soprattutto da un maestro come lui- spunti sempre diversi e sempre geniali. Cinico e nichilista, come sempre appunto. RSVP: “Amour“, “Lovely Rita“. Voto 7,5. Happy End Test di Bechdel:...

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THE SQUARE (2017)

Uno dei pochi film realmente originali e interlocutori dell’ultima stagione cinematografica: il tema -un po’ snob– dell’arte è solo un pretesto per parlare della nostra società e del suo egoismo intrinseco, ma soprattutto dell’ipocrisia dietro al politically correct e della perenne ricerca di giustificazione in nome della collettività. Un’opera che è troppo tutto -troppo lunga, troppo cinica, troppo estetizzante, troppo interrogativa- ma proprio per questo lascia il segno, grazie anche a diverse scene iconiche. RSVP: “Forza maggiore“, “Vi presento Toni Erdmann“. Voto: 8. The Square Test di Bechdel:...

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THE GIRL WITHOUT HANDS (2016)

Film di animazione francese che narra una fiaba tedesca (dei fratelli Grimm) e utilizza una tecnica giapponese (il sumi-e): un prodotto indubbiamente riuscito e raffinato, che conferma lo stato di grazia della scuola di animatori d’oltralpe, anche se con ogni probabilità verrà apprezzato più dagli adulti che dai bambini. RSVP: “La storia della principessa splendente“, “La tartaruga rossa“. Voto: 7/8. The girl without hands Test di Bechdel:...

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MORTO STALIN, SE NE FA UN ALTRO (2017)

È una commedia tanto caustica quanto divertente, ma al tempo stesso è anche un resoconto sufficientemente fedele degli ultimi giorni del regime di Stalin: l’aspetto più interessante di tutto questo è che questi due elementi si sovrappongono perfettamente e armoniosamente, quasi come se i suoi collaboratori avessero inscenato ai tempi una vera e propria farsa teatrale. Ottimo il cast, con un Palin che ne approfitta per farci rimpiangere un po’ i Monty Python. RSVP: “Lui è tornato“, “Il grande dittatore“. Voto: 7,5. Morto Stalin, se ne fa un altro Test di Bechdel:...

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PARIGI A PIEDI NUDI (2016)

Una commedia romantica più commedia che romantica, incentrata sulla peculiare comicità dei due protagonisti, una sorta di slapstick vintage che unisce il clownismo alla teatralità e fisicità di Chaplin, Keaton e Tati. Forse potrà sembrare un’opera giunta oltre tempo massimo, ma è così garbata, surreale e -a modo suo- elegante da risultare piacevolmente affascinante. RSVP: “The Fairy“, “Le vacanze di Monsieur Hulot“. Voto: 7. Test di Bechdel:...

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LA RAGAZZA NELLA NEBBIA (2017)

Atmosfere algide, da thrillerone nord europeo, unite ai toni un po’ vintage del giallo d’indagine italiano, il tutto rinfrescato dalle moderne riflessioni sul tritacarne mediatico dei nostri giorni. Carrisi debutta alla regia come un discreto manierante, ma è l’intreccio -basato sulla solida sceneggiatura ricavata dal suo romanzo- a dare spessore all’opera. Non si griderà al miracolo e non sarà il massimo dell’innovazione, ma è meglio del 90% dei thriller usciti nell’ultimo lustro. RSVP: “L’uomo di neve“, “La ragazza del lago“. Voto: 7-. La ragazza nella nebbia Test di Bechdel:...

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UNA PROMESSA (2013)

Melodramma in costume che parla di temi moderni -come il dualismo tra carriera e amore- con un respiro classico, in un crescendo di tensione e frustrazione che non trascura nessuno dei tre vertici del triangolo amoroso al centro della storia. Il risultato finale è un’elegante e toccante (soprattutto nella seconda parte) trasposizione che evita accuratamente di degenerare nello stucchevole. RSVP: “Ridicule“, “Frantz“. Voto: 7. Una promessa Test di Bechdel:...

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BENVENUTI… MA NON TROPPO (2015)

Ennesima commedia francese che se ne infischia dei pregiudizi e del politically correct per proporre qualche momento di dura autoanalisi ai suoi spettatori. Fin qui tutto bene, ed è innegabile che a tratti ci si diverta (ma senza spegnere il cervello); il problema è che il film degenera troppo spesso in farsa e, soprattutto, in stereotipi banali e banalizzanti. RSVP: “Un’estate in Provenza“, “Benvenuto a Marly-Gomont“. Voto: 6. Benvenuti… ma non troppo Test di Bechdel:...

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SALT AND FIRE (2016)

Nella prima parte è il classico thriller debitore de “L’uomo che sapeva troppo“, seppur pervaso da una vena ecologista che, col passare dei minuti, s’impone sul resto. Nella seconda parte, infatti, lo stile diventa più documentaristico -come da tradizione herzoghiana- e il finale chiude tutti i discorsi con un certo “volemosebenismo“. A parte Shannon, il livello recitativo medio è piuttosto bassino, ed è un peccato, perché le location scelte avrebbero meritato ben altra sorte. RSVP: “Dentro l’inferno“, “Khadak“. Voto: 6/7. Salt and Fire Test di Bechdel:...

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AVRIL ET LE MONDE TRUQUÉ (2015)

La scuola di animazione francese fa di nuovo centro, cimentandosi questa volta con un genere (lo steampunk) che -a modesto parere di chi scrive- così bene si sposa con il potenziale immaginifico dell’animazione ed eppure non è stato ancora inflazionato dalle grandi produzioni. Intelligentemente, la storia è adatta a grandi (con suggestioni da Verne, Wells e Otomo) e piccini (l’animale parlante, le dinamiche familiari, ecc.) e riesce a soddisfare entrambi senza rinunciare a nulla. RSVP: “Steamboy“, “The Mysterious Geographic Explorations of Jasper Morello“. Voto: 7+. Avril et le monde truqué Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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