Tag: indipendent

THE LADY IN THE VAN (2015)

Trasposizione cinematografica dell’opera di Bennett, si regge pressoché interamente sulle eccellenti performance attoriali dei due protagonisti e sulla trovata dello sdoppiamento dell’autore. Certo, il film non sarà di un’originalità eclatante e la storia non sarà delle più sconvolgenti, ma il buon equilibrio tra la componente drammatica e quella comica lo rendono indubbiamente gradevole. RSVP: “Marigold Hotel“, “Philomena“. Voto: 6,5. The Lady in the Van Test di Bechdel:...

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IT COMES AT NIGHT (2017)

Carino è carino, senza troppe -inutili- spiegazioni sul misterioso morbo e con una grande attenzione per i rapporti umani all’interno della casa, oltre a un buon livello di recitazione (Edgerton in primis). Negli ultimi anni, però, le sale sono state riempite di film low cost con queste stesse identiche premesse, spesso con risultati migliori o comunque più originali: impossibile, quindi, gridare al miracolo o premiarlo con più di una striminzita sufficienza. RSVP: “Here Alone“, “Z for Zachariah“. Voto: 6. It comes at night Test di Bechdel:...

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SALT AND FIRE (2016)

Nella prima parte è il classico thriller debitore de “L’uomo che sapeva troppo“, seppur pervaso da una vena ecologista che, col passare dei minuti, s’impone sul resto. Nella seconda parte, infatti, lo stile diventa più documentaristico -come da tradizione herzoghiana- e il finale chiude tutti i discorsi con un certo “volemosebenismo“. A parte Shannon, il livello recitativo medio è piuttosto bassino, ed è un peccato, perché le location scelte avrebbero meritato ben altra sorte. RSVP: “Dentro l’inferno“, “Khadak“. Voto: 6/7. Salt and Fire Test di Bechdel:...

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L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA (2016)

Kaurismaki conferma per l’ennesima volta di essere una certezza cinematografica, ma soprattutto un grande artista, perché riesce a conservare uno stile sempre personale e riconoscibile, ma al tempo stesso rimane al passo con i tempi e modernissimo nelle riflessioni, senza rinunciare alla sua sottile ironia scandinava. Se però non vi piacciono gli sguardi vitrei, le luci bislacche e la musica rockabilly, lasciate perdere. RSVP: “L’uomo senza passato“, “Miracolo a Le Havre“. Voto: 7,5. L’altro volto della speranza Test di Bechdel:...

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HERE COMES THE DEVIL (2014)

I film con bambini posseduti ormai non si contano più, ma in questo caso gli elementi interessanti sono ben altri: innanzitutto c’è lo stile (essenziale ma pulito, evita accuratamente ogni cliché e i più banali spaghetti), poi il metaforone sessuale (che -per quanto sempliciotto- dà una certa profondità alla trama) e infine lo sviluppo (lineare ma imprevedibile, condito dai giusti twist). Godibile. RSVP: “Don’t knock twice“, “The Children“. Voto: 6/7. Here comes the devil Test di Bechdel:...

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UNDER THE TREE (2017)

La grigia quotidianità e un intreccio di famiglie disfunzionali portano a un verosimile degrado dei rapporti di vicinato, che degenera inevitabilmente in un finale caustico e nichilista. Ma è proprio il delicato equilibrio tra dramma e commedia, tra razionale e irrazionale, tra pubblico e privato, che crea una tensione e un’imprevedibilità davvero piacevole, senza rinunciare a riflessioni di grande attualità e delicatezza. Certo è che Sigurdsson si conferma uno dei più interessanti registi scandinavi. RSVP: “Le mele di Adamo“, “Forza maggiore“. Voto: 7/8. Under the tree Test di Bechdel:...

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AVRIL ET LE MONDE TRUQUÉ (2015)

La scuola di animazione francese fa di nuovo centro, cimentandosi questa volta con un genere (lo steampunk) che -a modesto parere di chi scrive- così bene si sposa con il potenziale immaginifico dell’animazione ed eppure non è stato ancora inflazionato dalle grandi produzioni. Intelligentemente, la storia è adatta a grandi (con suggestioni da Verne, Wells e Otomo) e piccini (l’animale parlante, le dinamiche familiari, ecc.) e riesce a soddisfare entrambi senza rinunciare a nulla. RSVP: “Steamboy“, “The Mysterious Geographic Explorations of Jasper Morello“. Voto: 7+. Avril et le monde truqué Test di Bechdel:...

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IL TUNNEL SOTTO IL MONDO (1969)

Nonostante gli evidenti limiti tecnici, è altrettanto innegabile la genialità del soggetto scelto e della regia adottata: la paranoia del complotto mondiale, la giornata che si ripete immutabile, la camera a mano tremante, l’audio asincrono (ridoppiato), gli inserimenti di tavole grafiche statiche… Inspiegabile che ancora oggi nessuno ne parli, né se lo ricordi, né tantomeno tributi i giusti meriti a Cozzi. RSVP: “Dark City“, “Ricomincio da capo“. Voto: 9. Il tunnel sotto il mondo Test di Bechdel:...

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FRAULEIN – UNA FIABA D’INVERNO (2016)

L’atmosfera fiabesca è palese fin dal sottotitolo, e non mancano i garbati tocchi surreali a condire una storia altrimenti ordinaria. Ma è proprio nel finale, quando viene meno tutta questa parte stra-ordinaria, che però il film si rivela colorato ed evanescente come una bolla di sapone. Promozione con riserva per la semi-esordiente Carone, mentre -un po’ a sorpresa- supera la prova a pieni voti l’ottimo De Sica. RSVP: “Quando meno te lo aspetti“, “La felicità porta fortuna“. Voto: 6/7. Fraulein – Una fiaba d’inverno Test di Bechdel:...

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LA NOTTE NON FA PIÙ PAURA (2016)

Produzione a bassissimo budget che, senza troppa retorica, cerca di ricostruire lo scenario socio-economico del periodo del sisma emiliano. Non ci sono interpretazioni memorabili, né scene d’impatto, né tantomeno spunti narrativi di spessore: è tutto scarno ed essenziale, all’insegna del realismo più rigoroso. Non si tratta quindi di un film indimenticabile, ma talvolta conta più la memoria di un evento che la sua spettacolarizzazione. RSVP: “Vajont“, “In grazia di Dio“. Voto: 6,5. La notte non fa più paura Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

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Un film a caso…

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