Tag: indipendent

MAYHEM (2017)

Un virus che -una volta tanto- non genera zombie, e la paura del contagio viene stroncata sul nascere perché tutti sono infetti: e così la storia si abbandona alla più totale assenza di controllo e inibizioni, degenerando quasi nell’arcade nella seconda parte. Non è un capolavoro e non passerà agli annali, ma almeno dimostra che è ancora possibile fare qualcosa di diverso senza spremere troppo le meningi. Encomiabile la colonna sonora. RSVP: “Crank“, “Severance – Tagli al personale“. Voto: 6/7. Mayhem Test di Bechdel:...

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ADULT LIFE SKILLS (2016)

Un racconto di formazione anomalo incentrato su una quasi-trentenne delle campagne britanniche, che vive nel capanno nel giardino dei suoi (metafora della sua emancipazione) e cerca una propria identità, superando un importante lutto: deliziosa la protagonista, fresco lo stile (per quanto decisamente gondriano) e piacevole la sceneggiatura, così come tutti i personaggi di contorno. RSVP: “Little Sister“, “Brigsby Bear“. Voto: 7,5. Adult Life Skills Test di Bechdel:...

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ROSIGNANO SOLVAY – LA FABBRICA CHE SI FECE GIARDINO (2017)

Originale case study riguardante una città nata dal company housing di una multinazionale agli inizi del Novecento: da un lato, l’analisi architettonica e urbanistica danno la misura dell’impatto positivo che questo esperimento ha avuto sul territorio; dall’altro, traspare chiaramente l’influenza culturale e sociale del sistema Solvay, che ha cambiato faccia -nel bene e nel male- alla città e ai suoi abitanti. RSVP: “Urbanized“, “Unfinished Spaces“. Voto: 7. Rosignano Solvay – La fabbrica che si fece giardino Test di Bechdel:...

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NEWNESS (2017)

Non c’è aggettivo migliore di “disturbante” per descrivere un film come questo: la società che ritrae e le riflessioni che propone sono di grande attualità, ma l’intera generazione dei protagonisti è fatta solo di egoisti, edonisti e masochisti, attratti esclusivamente dai propri smartphone e dalla ricerca sistematica della “novità”. Doremus si conferma un maestro nella creazione, distruzione e ricostruzione delle storie d’amore tormentate tra giovani. RSVP: “Like crazy“, “Knight of Cups“. Voto: 7. Newness Test di Bechdel:...

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EL BAR (2017)

De la Iglesia torna alla black comedy corale e lo fa ancora una volta puntando sull’ambientazione claustrofobica e l’assoluta ambiguità dei personaggi: il twist principale del film arriva forse troppo presto, ma la scelta di non indugiare con gli “spiegoni” lascia un piacevole clima d’incertezza fino alla fine, anche se non tutti i fili vengono tirati a dovere e con la giusta coerenza. L’opera in sé è carina: speriamo che non ci sia spazio per un sequel… RSVP: “La comunidad – Intrigo all’ultimo piano“, “L’angelo sterminatore“. Voto: 6/7. El Bar Test di Bechdel:...

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BRIGSBY BEAR (2017)

Il protagonista è un completo disadattato e le vicende che lo coinvolgono sono sempre in bilico tra il tenero e il grottesco, con quest’ultima componente che prende spesso il sopravvento; ma nel quadro d’insieme -che non approfondiamo per non spoilerare– non si riesce a ridere spensieratamente, perché rimane sempre un retrogusto alquanto agro, venato di un surrealismo gondriano. Originale, divertente e toccante. RSVP: “Room“, “Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm“. Voto: 7,5. Brigsby Bear Test di Bechdel:...

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MARJORIE PRIME (2017)

La robotica al servizio dei rapporti umani, dei ricordi e dell’elaborazione del lutto: sulla carta si tratterebbe di fantascienza, ma in realtà sembra una pièce teatrale (e in effetti è proprio quella l’origine della sceneggiatura) che si sviluppa come una catena -una maglia circolare alla volta- attorno a una famiglia tormentata dal proprio passato. Lento, verboso e statico, ma recitato magistralmente e comunque originale. RSVP: “Robot & Frank“, “Her“. Voto: 7,5. Marjorie Prime Test di Bechdel:...

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FORTUNATA (2017)

Una storia semplice, fatta delle sfide, delle sfortune e dei sogni che ogni giorno devono affrontare i nuovi proletari, in un contesto difficile come quello dei bassifondi multietnici romani. Il neon-realismo (più che neorealismo) di Castellitto funziona finché non concede il fianco alla retorica, tra citazioni classicistiche (Antigone) e personaggi meno credibili (Accorsi). Ottima come sempre la Trinca, ed ennesima conferma del talento di Borghi. RSVP: “Il padre d’Italia“, “Nessuno si salva da solo“. Voto: 7. Fortunata Test di Bechdel:...

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INGRID GOES WEST (2017)

La confusione tra relazioni sociali reali e digitali portata alle estreme conseguenze e, soprattutto, vista con gli occhi di una sociopatica emarginata: la storia ha le tinte fosche ma briose della black comedy, anche se la protagonista è così inquietante da far pensare che al peggio non ci sia mai fine. Nonostante la leggerezza, l’opera è un ottimo esordio ed evidenzia anche una certa intelligenza, oltre ad un cast davvero credibile. RSVP: “Disconnect“, “Che vuoi che sia“. Voto: 7+. Ingrid goes west Test di Bechdel:...

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LA RAGAZZA NELLA NEBBIA (2017)

Atmosfere algide, da thrillerone nord europeo, unite ai toni un po’ vintage del giallo d’indagine italiano, il tutto rinfrescato dalle moderne riflessioni sul tritacarne mediatico dei nostri giorni. Carrisi debutta alla regia come un discreto manierante, ma è l’intreccio -basato sulla solida sceneggiatura ricavata dal suo romanzo- a dare spessore all’opera. Non si griderà al miracolo e non sarà il massimo dell’innovazione, ma è meglio del 90% dei thriller usciti nell’ultimo lustro. RSVP: “L’uomo di neve“, “La ragazza del lago“. Voto: 7. La ragazza nella nebbia Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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