Tag: japan

MAZINGA Z INFINITY (2017)

Doveroso omaggio a una delle serie seminali del genere mecha, che però si rivolge ai soli fanboy di Mazinga Z: troppe citazioni fini a se stesse e troppe “strizzatine d’occhio” senza spiegare nulla lo rendono difficilmente fruibile da chi non ha mai visto un episodio in passato ed escludono -colpevolmente- i più giovani, che avrebbero potuto riscoprirlo a distanza di quasi mezzo secolo. Occasione sprecata. RSVP: “Capitan Harlock“, “Galaxy Express 999: Eternal Fantasy“. Voto: 5. Mazinga Z Infinity Test di Bechdel:...

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LA FORMA DELLA VOCE (2016)

Una bella ed esaustiva carrellata sui problemi dei giovani d’oggi, dal bullismo -che poi diventa anche cyberbullismo– al rapporto con la tecnologia, dalla depressione all’abbandono scolastico. Forse c’è un pizzico di buonismo di troppo, che va a scapito della credibilità dei personaggi, e forse qualche minuto in meno -considerato anche il target– non avrebbe guastato, ma certo è che un film così andrebbe mostrato a tutti gli studenti di scuole di ogni ordine e grado. RSVP: “Il giardino delle parole“, “The murder case of Hana & Alice“. Voto: 7/8. La forma della voce Test di Bechdel:...

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BLADE OF THE IMMORTAL (2017)

La storia è quasi risibile: un samurai, una maledizione e una marea di scontri all’arma bianca. Ciò che rende il film più interessante -oltre agli effetti della maledizione sul protagonista- è la carrellata interminabile di armi utilizzate dai personaggi e le relative coreografie nei combattimenti. Forse una mezz’oretta in meno, però, non avrebbe guastato. RSVP: “13 Assassini“, “I sette samurai“. Voto: 6,5. Blade of the Immortal Test di Bechdel:...

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BLAME (2017)

Ormai i prodotti fantascientifici migliori arrivano solo dal mondo delle anime giapponesi, e questa ne è l’ennesima conferma: tanta azione, un futuro remoto e dominato dalle macchine, che però si comportano in modo completamente diverso da “Matrix“, e una bella carrellata di personaggi, che -per quanto stereotipati- funziona a dovere, fino al finale che chiude tutto ma lascia anche spazio ad eventi sequel. Assolutamente da guardare. RSVP: “Matrix“, “Ghost in the Shell“. Voto: 7/8. Blame Test di Bechdel:...

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LE RICETTE DELLA SIGNORA TOKU (2015)

Una storia intima e delicata, quasi impalpabile, che parla di discriminazioni, ingiustizie e riscatti: formalmente irreprensibile e impreziosito dalle scenografie naturali dei ciliegi in fiore, il film parte con il giusto alone di mistero che avvolge entrambi i protagonisti, ma si perde un po’ strada facendo, diventando forse troppo semplice, lineare e prevedibile. Si poteva azzardare di più sulla componente poetico-favolistica. RSVP: “Viaggio a Tokyo“, “Hanezu“. Voto: 6/7. Le ricette della signora Toku Test di Bechdel:...

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IL GIARDINO DELLE PAROLE (2013)

Un’opera poetica – non sorprende che il tutto nasca da un tanka – e delicata, al limite dell’impalpabile, che è un po’ racconto di formazione da un lato e un po’ storia di riabilitazione dall’altro: di solito Shinkai viene accostato a grandi disegnatori come Miyazaki, ma in questo caso forse sarebbe più opportuno paragonarlo a un grande regista del calibro di Wong Kar-Wai. RSVP: “Your Name“, “5 Centimetri al secondo“. Voto: 7,5. Il giardino delle parole Test di Bechdel:...

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OLTRE LE NUVOLE, IL LUOGO PROMESSOCI (2004)

Esordio col botto per Shinkai, che inizia ad abbozzare i temi a lui più cari (che svilupperà poi nei suoi film successivi) e sceglie un’ambientazione garbatamente fantascientifica, come un Giappone alternativo che diventa teatro di una Guerra Fredda 2.0. Fresca e bella come solito la prima parte, più sentimentale; un pochino intricata e oscura la seconda, più fantapolitica. Mezz’ora in più non avrebbe guastato. RSVP: “Your Name“, “5 Centimetri al secondo“. Voto: 7,5. Oltre le nuvole, il luogo promessoci Test di Bechdel:...

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VIAGGIO VERSO AGARTHA (2011)

Sicuramente il più miyazakiano dei film di Shinkai, pone l’accento su temi per lui inusuali, come l’ecologia e la spiritualità, e anche il ritmo è decisamente più sostenuto del solito. Non mancano comunque i riferimenti alle tradizioni nipponiche e la storia romantica tra adolescenti, veri marchi di fabbrica del regista. Ottimo, come sempre, ma davvero inverecondo il doppiaggio italiano. RSVP: “Laputa – Castello nel cielo“, “Principessa Mononoke“. Voto: 8. Viaggio verso Agartha Test di Bechdel:...

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YOUR NAME (2016)

Shinkai continua a percorrere la sua personalissima strada che lo tiene ben distante dal resto della tradizione anime, curando in modo maniacale sceneggiature ad alto tasso sentimentale e basate sempre sulle difficoltà di comunicazione tra i sessi, specialmente in età adolescenziale. Nonostante lo spunto fantascientifico, riesce ad essere universale nei messaggi e coinvolgente come pochi altri, oltre ad essere tecnicamente irreprensibile. RSVP: “La ragazza che saltava nel tempo“, “5 Centimetri al secondo“. Voto: 8. Your Name Test di Bechdel:...

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SILENCE (2016)

Un film duro e sicuramente non per tutti, che riflette dal primo all’ultimo fotogramma sulle diverse modalità di vivere la fede e sulla difficoltà di comprendere i silenziosi disegni divini davanti alle sofferenze dell’umanità. Essenziale nella sua estetica minimale e, soprattutto, nel suo ritmo “riflessivo”, richiede una buona propensione dello spettatore all’introspezione e alla spiritualità, altrimenti… meglio lasciar perdere. RSVP: “In memoria di me“, “Mission“. Voto: 7/8. Silence Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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