Tag: masterpiece

CORPO E ANIMA (2017)

Non c’è scena che non sia composta e fotografata magistralmente, e non c’è nulla che venga lasciato al caso, contribuendo a costruire due personaggi così diversi eppure così simmetrici, al tempo stesso dolci, delicati e disturba(n)ti. In particolare, colpisce la naturalezza con cui il film riesce a essere poetico perfino nei momenti più cruenti o grotteschi, dando l’esatta misura della -per fortuna- incolmabile distanza tra il cinema da botteghino e quello d’essai. RSVP: “L’imbalsamatore“, “Bullhead“. Voto: 8/9. Corpo e anima Test di Bechdel:...

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THE SQUARE (2017)

Uno dei pochi film realmente originali e interlocutori dell’ultima stagione cinematografica: il tema -un po’ snob– dell’arte è solo un pretesto per parlare della nostra società e del suo egoismo intrinseco, ma soprattutto dell’ipocrisia dietro al politically correct e della perenne ricerca di giustificazione in nome della collettività. Un’opera che è troppo tutto -troppo lunga, troppo cinica, troppo estetizzante, troppo interrogativa- ma proprio per questo lascia il segno, grazie anche a diverse scene iconiche. RSVP: “Forza maggiore“, “Vi presento Toni Erdmann“. Voto: 8. The Square Test di Bechdel:...

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DUNKIRK (2017)

È vero che Nolan riesce nell’ardua -e per certi versi discutibile- impresa di “svuotare” sentimentalmente ed emotivamente il contesto bellico, ma è altrettanto vero che ormai solo lui riesce a conciliare il grande cinema d’intrattenimento con un’attenzione formale unica e una precisione dei meccanismi interni degna di un orologio svizzero. E così la guerra diventa un intreccio di piani e di spazi temporali che avvince, convince e angoscia come pochi altri. RSVP: “La sottile linea rossa“, “Inception“. Voto: 8,5. Dunkirk Test di Bechdel:...

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IL TUNNEL SOTTO IL MONDO (1969)

Nonostante gli evidenti limiti tecnici, è altrettanto innegabile la genialità del soggetto scelto e della regia adottata: la paranoia del complotto mondiale, la giornata che si ripete immutabile, la camera a mano tremante, l’audio asincrono (ridoppiato), gli inserimenti di tavole grafiche statiche… Inspiegabile che ancora oggi nessuno ne parli, né se lo ricordi, né tantomeno tributi i giusti meriti a Cozzi. RSVP: “Dark City“, “Ricomincio da capo“. Voto: 9. Il tunnel sotto il mondo Test di Bechdel:...

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LA TARTARUGA ROSSA (2016)

Un po’ parabola e un po’ favola, un po’ microstoria e un po’ macrostoria, un po’ metafora ecologista e un po’ racconto di formazione; e ci sono anche poesia, sogni e lacrime in abbondanza in questa opera prima di Dudok de Wit. Non stupisce, quindi, che sia riuscito a scomodare perfino il mitico Studio Ghibli che, per produrre questo capolavoro dell’animazione europea, ha deciso di oltrepassare per la prima volta i confini giapponesi. RSVP: “Ponyo sulla scogliera“, “Wall-E“. Voto: 9. La tartaruga rossa Test di Bechdel:...

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CAPTAIN FANTASTIC (2016)

Finalmente un “filmone” come non si vedeva uscire da anni dagli studios hollywoodiani: non c’è un aspetto tecnico che non sia formalmente impeccabile (memorabile la colonna sonora), il cast è a dir poco perfetto e la sceneggiatura, oltre a essere ben scritta, si appoggia su un tema tanto originale quanto attuale, come l’educazione dei bambini al di fuori degli schemi sociali. Imprescindibile per tutti i genitori (o aspiranti tali). RSVP: “American Life“, “Little Miss Sunshine“. Voto: 8+. Captain Fantastic Test di Bechdel:...

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IL FIGLIO DI SAUL (2015)

Resoconto asciutto, disperato e claustrofobico dell’ultimo sforzo di un uomo, alla ricerca dell’estrema conciliazione tra i campi di concentramento. Tra lunghi e dinamici piani sequenza, inquadrature asfittiche e sempre focalizzate sul protagonista (perlopiù di spalle) e il formato 4:3 su supporto ingiallito, si prova una sensazione fortemente immersiva e senza tempo. Senza dubbio, uno dei film più originali sulla Seconda Guerra Mondiale. RSVP: “Jauja“, “Il falsario“. Voto: 9. Il figlio di Saul Test di Bechdel:...

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IL CLUB (2015)

Larrain abbandona la politica (e il fascismo) per passare alla spiritualità e alla dimensione individuale dell’uomo. Lo fa senza perdere d’occhio il suo ruolo di “animale sociale”, in una città offuscata come le anime (irredimibili?) dei preti lì isolati per espiare colpe che non vogliono ammettere. Splendido il finale, con il senzatetto che diventa (fisicamente e simbolicamente) “croce” e strumento divino di redenzione. RSVP: “Il caso Spotlight“, “Post Mortem“. Voto: 9. Il Club Test di Bechdel:...

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THE LOBSTER (2015)

Lanthimos è sicuramente il regista-sceneggiatore più originale del nuovo millennio e anche in questo film non fa eccezione, anzi: finalmente supportato da un cast all’altezza, accentua la componente retorica, recupera una vena ancora più grottesca, nonché l’automutilazione, e s’inventa uno dei finali (nei titoli di coda) più geniali della storia del cinema. Confermata per l’ennesima volta la regola di Smiley. RSVP: “Dogtooth“, “Alps“. Voto: 9. The...

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TURBO KID (2015)

Sceneggiatura, personaggi e colonna sonora sono al 100% anni ’80, le citazioni sono ostentate e onnipresenti, eppure l’estetica è quella moderna della fantascienza post-Carruth e l’astuzia con cui vengono aggirati i limiti di produzione è prettamente da Sundance. Il risultato è sorprendente ruffiano e piacevole, un autentico trionfo del post-postmodernismo: d’ora in poi, chi si cimenterà in progetti analoghi dovrà confrontarsi con questo film. RSVP: “Kung Fury“, “Mad Max: Fury Road“. Voto: 8/9. Turbo...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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