Tag: minimal

MOST BEAUTIFUL ISLAND (2017)

Un ritratto scarno ed essenziale di un’immigrata come tante a New York: lo spazio concesso a passato e futuro è nullo, la storia è interamente focalizzata sul presente della protagonista, e sui mille espedienti -e difficoltà- che deve attraversare per sbarcare il lunario. Spiazza il finale, in cui trova spazio anche una consistente critica sociologica, e degenera in un incubo a occhi aperti. RSVP: “13 Tzameti“, “Sleeping Beauty“. Voto: 7,5. Most Beautiful Island Test di Bechdel:...

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THE FLORIDA PROJECT (2017)

Opera neo(n)realista che guarda all’essenza della storia e della società americana, senza fronzoli e con un vigore autentico quasi da documentario: il film riesce infatti a suscitare nello spettatore sentimenti perlopiù negativi, come rabbia e desolazione, ma non lascia spazio al buonismo o al pietismo. Eccellente Dafoe nei panni del gestore del motel che è anche un po’ padre, nonno e guida per gli altri personaggi. RSVP: “American Honey“, “Sunlight Jr.“. Voto: 7,5. The Florida Project Test di Bechdel:...

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THE PLACE (2017)

Una delle migliori riflessioni sul libero arbitrio mai proposte sul grande schermo, adottando soluzioni tanto minimali quanto efficaci: un’unica location (peraltro un nonluogo), una decina di attori (tutti bravissimi, in particolare il monumentale Mastandrea), una sceneggiatura solida e un’estetica moderna (e anche un po’ hollywoodiane). La parte più interessante dell’opera sta nell’inevitabile rapporto interlocutorio che viene a crearsi con lo spettatore, che viene costretto a interrogarsi sulla propria morale, e non solo su quella dei personaggi. RSVP: “Perfetti Sconosciuti“, “Avvenne domani“. Voto: 7,5. The Place Test di Bechdel:...

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L’INGANNO (2017)

La Coppola regista non si discute, e anche questa volta conferma un talento davvero cristallino; come sceneggiatrice, invece, ci ha abituati ad alti e bassi, e dopo un paio di défaillance qui si risolleva usando a mo’ di stampella un vecchio film del 1971. Ci sono ambiguità, personaggi e storia, ma soprattutto tanti registri diversi (dalla commedia al thriller) che rendono l’opera davvero accattivante. RSVP: “Il giardino delle vergini suicide“, “La notte brava del soldato Jonathan“. Voto: 7. L’inganno Test di Bechdel:...

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L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA (2016)

Kaurismaki conferma per l’ennesima volta di essere una certezza cinematografica, ma soprattutto un grande artista, perché riesce a conservare uno stile sempre personale e riconoscibile, ma al tempo stesso rimane al passo con i tempi e modernissimo nelle riflessioni, senza rinunciare alla sua sottile ironia scandinava. Se però non vi piacciono gli sguardi vitrei, le luci bislacche e la musica rockabilly, lasciate perdere. RSVP: “L’uomo senza passato“, “Miracolo a Le Havre“. Voto: 7,5. L’altro volto della speranza Test di Bechdel:...

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IF THERE’S A HELL BELOW (2016)

Con 4 personaggi, un paio di automobili e altrettante location bucoliche open air (leggi: campi di grano…), una manciata di monologhi tarantiniani e oscuri, l’esordiente Nathan Williams costruisce un climax paranoide davvero notevole, per quanto vacuo e un po’ fine a se stesso. Non sarà un capolavoro, ma il costo realizzativo è stato prossimo allo zero e il ragazzo promette bene. RSVP: “Preternatural“, “Creep“. Voto: 6/7. If there’s a hell below Test di Bechdel:...

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ANOTHER EVIL (2016)

Una ghost story come tante diventa l’originale pretesto per una storia d’amicizia insolita, in cui due solitudini differenti s’incontrano e in modo molto mumblecore riescono a creare un legame, per quanto effimero. Peccato per la parte centrale del film, che ha un incedere davvero lento e affanoso, altrimenti il finale avrebbe regalato diversi spunti interessanti, soprattutto se al posto di Zissis fosse stata scritturata un’attrice. RSVP: “Baghead“, “Creep“. Voto: 6/7. Another Evil Test di Bechdel:...

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DARK NIGHT (2016)

Un film che non appartiene a nessun genere preciso, perché finisce in horror (ma tutti lo sanno fin dalla prima scena e, soprattutto, nessuno vedrà nulla di tutto questo sullo schermo), si svilluppa come un dramma neorealista e ha il ritmo e i modi delle opere schizoidi di Arriaga con un’impronta decisamente più minimale. Solo per spettatori attenti e pazienti, ma decisamente appagante. RSVP: “Elephant“, “Red White & Blue“. Voto: 7,5. Dark Night Test di Bechdel:...

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SPARROWS (2015)

Ritratto di un’Islanda deserta e selvaggia tanto visivamente quanto moralmente, popolata da poveri adolescenti lasciati completamente allo sbando da genitori assenti non solo fisicamente ma soprattutto educativamente. Uno dei coming-of-age movie più deprimenti della storia, riassunto perfettamente dall’ottimo finale, che è essenzialmente tristissimo, ma al tempo stesso toccante e comunque fiducioso verso il futuro. RSVP: “Metalhead“, “Noi Albinoi“. Voto: 7+. Sparrows Test di Bechdel:...

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MINE (2016)

Un’opera prima intelligentemente low cost e decisamente di respiro internazionale, a partire dalla modernissima (ma anche classica al punto giusto) regia: il duo Fabio & Fabio non poteva esordire in un modo migliore, unendo le doverose riflessioni morali e politiche della prima parte a un’introspezione psicologica davvero originale nella seconda. Uno di quei rari made in Italy che non ti aspetti. RSVP: “Buried – Sepolto“, “Solaris“. Voto: 7. Mine Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

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Un film a caso…

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