Tag: mumblecore

THE BIG SICK (2017)

Probabilmente è la miglior commedia romantica dell’ultima stagione cinematografica, e per giunta è tratta dalla storia vera del protagonista: strameritata la nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura, e ottime le performance di tutti i personaggi; soltanto la regia è forse un po’ troppo tradizionalista ed essenziale, ma ci sta. La Kazan si sta affermando come una novella Meg Ryan ed è ormai una garanzia delle romedy. RSVP: “Don’t think twice“, “Breaking Upwards“. Voto: 7/8. The Big Sick Test di Bechdel:...

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BUON ANNIVERSARIO (2018)

Indie romedy che indaga sulle dinamiche che stanno dietro alle crisi di coppia: niente di particolarmente originale, se vogliamo, ma l’alchimia tra i due protagonisti funziona, mentre il montaggio non strettamente sequenziale e l’iperrealismo di dialoghi e situazioni rendono il film abbastanza frizzante e coinvolgente. Un encomio speciale va alla metaforica scena del parcheggio “alla cieca” in giardino. RSVP: “(500) giorni insieme“, “Operator“. Voto: 6/7. Buon Anniversario Test di Bechdel:...

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CREEP 2 (2017)

Ci voleva quel genio schizoide di Mark Duplass per sfornare la prima saga horror-mumblecore del terzo millennio in cui il sequel è addirittura più bello del primo episodio. Dubbi completamente diversi ma non meno assillanti turbano lo spettatore fin dalla prima scena, per poi non lasciarlo più fino all’ultimo fotogramma; e poi riflessioni metacinematografiche e metatelevisive a profusione, senza rinunciare a qualche sprazzo d’ironia. RSVP: “Creep“, “Safety not guaranteed“. Voto: 7,5. Creep 2 Test di Bechdel:...

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NEWNESS (2017)

Non c’è aggettivo migliore di “disturbante” per descrivere un film come questo: la società che ritrae e le riflessioni che propone sono di grande attualità, ma l’intera generazione dei protagonisti è fatta solo di egoisti, edonisti e masochisti, attratti esclusivamente dai propri smartphone e dalla ricerca sistematica della “novità”. Doremus si conferma un maestro nella creazione, distruzione e ricostruzione delle storie d’amore tormentate tra giovani. RSVP: “Like crazy“, “Knight of Cups“. Voto: 7. Newness Test di Bechdel:...

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BRIGSBY BEAR (2017)

Il protagonista è un completo disadattato e le vicende che lo coinvolgono sono sempre in bilico tra il tenero e il grottesco, con quest’ultima componente che prende spesso il sopravvento; ma nel quadro d’insieme -che non approfondiamo per non spoilerare– non si riesce a ridere spensieratamente, perché rimane sempre un retrogusto alquanto agro, venato di un surrealismo gondriano. Originale, divertente e toccante. RSVP: “Room“, “Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm“. Voto: 7,5. Brigsby Bear Test di Bechdel:...

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THE MEYEROWITZ STORIES (2017)

È un po’ Anderson dei primi tempi, ma più autentico e meno stilizzato e formale, ma è anche un po’ Allen come avrebbe dovuto essere adesso, e invece è soltanto a sprazzi e quando si ricorda dei suoi capolavori newyorkesi; e ci sono anche Salinger, Richler e tanto altro ancora, oltre all’accoppiata vincente Sandler–Stiller, che dimostra un gran potenziale drammaturgico e non solo comico. E Baumbach non sbaglia un colpo. RSVP: “I Tenenbaum“, “Ubriaco d’amore“. Voto: 8. The Meyerowitz Stories (New and Selected) Test di Bechdel:...

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ANOTHER EVIL (2016)

Una ghost story come tante diventa l’originale pretesto per una storia d’amicizia insolita, in cui due solitudini differenti s’incontrano e in modo molto mumblecore riescono a creare un legame, per quanto effimero. Peccato per la parte centrale del film, che ha un incedere davvero lento e affanoso, altrimenti il finale avrebbe regalato diversi spunti interessanti, soprattutto se al posto di Zissis fosse stata scritturata un’attrice. RSVP: “Baghead“, “Creep“. Voto: 6/7. Another Evil Test di Bechdel:...

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CARRIE PILBY (2016)

Finalmente una commedia rassicurante con una protagonista adorabile, sostenuta da una sceneggiatura brillante e sufficientemente diversa dai soliti schemi (d’altra parte, c’è dietro un romanzo di successo): intendiamoci, non si tratta di un film epocale o in grado di ribaltare un genere, ma ha buona personalità, ottimi personaggi e una bella dose di freschezza, e anche l’occhio ne esce appagato. RSVP: “Operator“, “Listen Up Philip“. Voto: 7,5. Carrie Pilby Test di Bechdel:...

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BLUE JAY (2016)

Duplass scrive e interpreta questa storia che più mumblecore non si può: un uomo e una donna, un’amicizia presente e un amore passato, tante parole da ascoltare e tanti segreti da scoprire. La location montana californiana e il bianco e nero scelto dal regista fanno il resto, dando un tono caldo, accogliente e fuori dal tempo all’intera vicenda. Solo per estimatori del genere. RSVP: “Your sister’s sister“, “Creep“. Voto: 7+. Blue Jay Test di Bechdel:...

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HICKEY (2017)

Commediola senza arte né parte, che cerca di accattivarsi spudoratamente il pubblico nerd realizzando tutti i suoi sogni più reconditi, compresa la conquista della femme fatale di turno. Buoni il ritmo e la colonna sonora, a tratti soverchiante, ma gli attori sono al limite del dilettantismo e la sceneggiatura è di una prevedibilità imbarazzante. RSVP: “Scott Pilgrim vs. the World“, “Unicorn City“. Voto: 5. Hickey Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

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Un film a caso…

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