Tag: neorealism

THE FLORIDA PROJECT (2017)

Opera neo(n)realista che guarda all’essenza della storia e della società americana, senza fronzoli e con un vigore autentico quasi da documentario: il film riesce infatti a suscitare nello spettatore sentimenti perlopiù negativi, come rabbia e desolazione, ma non lascia spazio al buonismo o al pietismo. Eccellente Dafoe nei panni del gestore del motel che è anche un po’ padre, nonno e guida per gli altri personaggi. RSVP: “American Honey“, “Sunlight Jr.“. Voto: 7,5. The Florida Project Test di Bechdel:...

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FORTUNATA (2017)

Una storia semplice, fatta delle sfide, delle sfortune e dei sogni che ogni giorno devono affrontare i nuovi proletari, in un contesto difficile come quello dei bassifondi multietnici romani. Il neon-realismo (più che neorealismo) di Castellitto funziona finché non concede il fianco alla retorica, tra citazioni classicistiche (Antigone) e personaggi meno credibili (Accorsi). Ottima come sempre la Trinca, ed ennesima conferma del talento di Borghi. RSVP: “Il padre d’Italia“, “Nessuno si salva da solo“. Voto: 7. Fortunata Test di Bechdel:...

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LA NOTTE NON FA PIÙ PAURA (2016)

Produzione a bassissimo budget che, senza troppa retorica, cerca di ricostruire lo scenario socio-economico del periodo del sisma emiliano. Non ci sono interpretazioni memorabili, né scene d’impatto, né tantomeno spunti narrativi di spessore: è tutto scarno ed essenziale, all’insegna del realismo più rigoroso. Non si tratta quindi di un film indimenticabile, ma talvolta conta più la memoria di un evento che la sua spettacolarizzazione. RSVP: “Vajont“, “In grazia di Dio“. Voto: 6,5. La notte non fa più paura Test di Bechdel:...

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IL PADRE D’ITALIA (2017)

Un delicato e complesso ritratto dei nuovi adulti italiani, in perenne lotta tra convenzioni, tradizioni, aspirazioni e pulsioni, ma soprattutto tra passato, presente e futuro. Bravi come sempre i due protagonisti, sorretti da una buona sceneggiatura che non si abbandona mai a luoghi comuni e pregiudizi, e da alcune scene (tra cui il finale) davvero azzeccate e poetiche. RSVP: “Il sud è niente“, “Cercasi Susan disperatamente“. Voto: 7. Il padre d’Italia Test di Bechdel:...

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THE TURNING (2013)

Film a episodi di estenuante lunghezza (17 storie per 3 ore di proiezione), sufficientemente omogeneo stilisticamente, ma estremamente vario in termini di risultato: il cinema australiano ci ha abituati ad opere spiazzanti e insolite e, a modo suo, anche questa volta non fa eccezione. Ci sono corti per tutti i gusti, da quelli più sperimentali a quelli simbolici, da quelli iperrealistici a quelli ipersociologici. RSVP: “Cloud Atlas“, “Crossing Over“. Voto: 7. The Turning Test di Bechdel:...

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DARK NIGHT (2016)

Un film che non appartiene a nessun genere preciso, perché finisce in horror (ma tutti lo sanno fin dalla prima scena e, soprattutto, nessuno vedrà nulla di tutto questo sullo schermo), si svilluppa come un dramma neorealista e ha il ritmo e i modi delle opere schizoidi di Arriaga con un’impronta decisamente più minimale. Solo per spettatori attenti e pazienti, ma decisamente appagante. RSVP: “Elephant“, “Red White & Blue“. Voto: 7,5. Dark Night Test di Bechdel:...

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MR. PIG (2016)

Una storia minimale, di stampo tipicamente neorealista latino, che parla con delicatezza della solitudine che accomuna tanti anziani e del desiderio di famiglia che spesso gli animali riescono a compensare con il loro amore incondizionato e sincero. Si appanna un pochino sulla lunga distanza, evidenziando una leggera carenza d’idee e qualche lungaggine di troppo. RSVP: “Amores Perros“, “Neon Bull“. Voto: 6/7. Mr. Pig Test di Bechdel:...

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LA RAGAZZA SENZA NOME (2016)

Il solito realismo spietato e senza fronzoli, che è ormai il marchio di fabbrica dei Dardenne, viene messo al servizio di un’indagine che assume i toni del giallo, senza perdere mai di vista la dimensione umana dei personaggi (la protagonista mossa dai sensi di colpa, l’aspirante medico eticamente combattuto, il testimone in piena crisi adolescenziale). Per certi versi diverso e per altri assolutamente in linea con la produzione dei due fratelli, se ne consiglia la visione solo a chi sa apprezzarli. RSVP: “Due giorni, una notte“, “Still Life“. Voto: 7+. La ragazza senza nome Test di Bechdel:...

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UN PADRE, UNA FIGLIA (2016)

Fulgido esempio di quel neorealismo carpatico che tanti bei film ci sta regalando in quest’ultimo decennio: tra riflessioni morali e sociologiche, scontri generazionali e intrafamiliari e armadi straripanti di scheletri, esce un ritratto tutt’altro che lusinghiero della Romania di oggi e pone interrogativi a cui nessun abitante di un paese pseudo-civile (come anche l’Italia) dovrebbe sottrarsi. RSVP: “Il caso Kerenes“, “The Lesson – Scuola di vita“. Voto: 7,5. Un padre, una figlia Test di Bechdel:...

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IO, DANIEL BLAKE (2016)

Toccante e commovente come pochi, Ken Loach riesce ad evitare ogni forma di patetismo e “strappalacrimosità”, dipingendo in modo sottilmente ironico un quadro sociale a dir poco indignante. Il protagonista Dave Johns è di una bravura e un’umanità uniche e, attraverso il suo lento martirio burocratico, lancia una serie di riflessioni a cui nessun impiegato statale dovrebbe sottrarsi. Indubbiamente, il miglior film sociale della stagione. RSVP: “My name is Joe“, “Tirannosauro“. Voto: 8. Io, Daniel Blake Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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