Tag: neorealism

MR. PIG (2016)

Una storia minimale, di stampo tipicamente neorealista latino, che parla con delicatezza della solitudine che accomuna tanti anziani e del desiderio di famiglia che spesso gli animali riescono a compensare con il loro amore incondizionato e sincero. Si appanna un pochino sulla lunga distanza, evidenziando una leggera carenza d’idee e qualche lungaggine di troppo. RSVP: “Amores Perros“, “Neon Bull“. Voto: 6/7. Mr. Pig Test di Bechdel:...

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LA RAGAZZA SENZA NOME (2016)

Il solito realismo spietato e senza fronzoli, che è ormai il marchio di fabbrica dei Dardenne, viene messo al servizio di un’indagine che assume i toni del giallo, senza perdere mai di vista la dimensione umana dei personaggi (la protagonista mossa dai sensi di colpa, l’aspirante medico eticamente combattuto, il testimone in piena crisi adolescenziale). Per certi versi diverso e per altri assolutamente in linea con la produzione dei due fratelli, se ne consiglia la visione solo a chi sa apprezzarli. RSVP: “Due giorni, una notte“, “Still Life“. Voto: 7+. La ragazza senza nome Test di Bechdel:...

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UN PADRE, UNA FIGLIA (2016)

Fulgido esempio di quel neorealismo carpatico che tanti bei film ci sta regalando in quest’ultimo decennio: tra riflessioni morali e sociologiche, scontri generazionali e intrafamiliari e armadi straripanti di scheletri, esce un ritratto tutt’altro che lusinghiero della Romania di oggi e pone interrogativi a cui nessun abitante di un paese pseudo-civile (come anche l’Italia) dovrebbe sottrarsi. RSVP: “Il caso Kerenes“, “The Lesson – Scuola di vita“. Voto: 7,5. Un padre, una figlia Test di Bechdel:...

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IO, DANIEL BLAKE (2016)

Toccante e commovente come pochi, Ken Loach riesce ad evitare ogni forma di patetismo e “strappalacrimosità”, dipingendo in modo sottilmente ironico un quadro sociale a dir poco indignante. Il protagonista Dave Johns è di una bravura e un’umanità uniche e, attraverso il suo lento martirio burocratico, lancia una serie di riflessioni a cui nessun impiegato statale dovrebbe sottrarsi. Indubbiamente, il miglior film sociale della stagione. RSVP: “My name is Joe“, “Tirannosauro“. Voto: 8. Io, Daniel Blake Test di Bechdel:...

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MANCHESTER BY THE SEA (2016)

Un racconto triste e autentico, immortalato in modo essenziale e interpretato da un cast che ci mette testa e cuore, Affleck in primis: ha il respiro e la fotografia di certi drammi indipendenti della fine del secolo scorso, con un uso del sonoro sapiente ed enfatico, ma soprattutto un montaggio che valorizza la sceneggiatura (originale) e sorprende lo spettatore nei momenti cardine. RSVP: “Tempesta di ghiaccio“, “Conta su di me“. Voto: 7/8. Manchester by the Sea Test di Bechdel:...

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NEON BULL (2015)

Piccoli sogni e modeste aspirazioni di una strana famiglia “di fatto” (anche se più o meno involontaria), impegnata nel mondo delle “vaquejadas” ma con il pallino per la moda (!). Esempio di neo-neorealismo sudamericano con pochi fronzoli, nessun spettacolarismo e ottime caratterizzazioni dei personaggi, oltre a qualche sprazzo esteticheggiante che non guasta mai. RSVP: “Amores Perros“, “The Goob“. Voto: 7,5. Neon Bull Test di Bechdel:...

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THE GOOB (2014)

Ritratto post-neorealista in linea con la recente tradizione britannica, ambientato nelle zone più rurali e depresse dell’East Anglia e focalizzato sugli adolescenti, ovvero il futuro della società. La ricetta è invero piuttosto tradizionale, tra patrigni maneschi, donne remissive e un po’ troppo rassegnate e giovani insofferenti, che tirano a campare. In questo caso, però, la differenza la fanno regia e fotografia, che ricordano un po’ i Dardenne e un po’ Dolan. RSVP: “Glassland“, “The Selfish Giant“. Voto: 7. The Goob Test di Bechdel:...

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JAMES WHITE (2015)

L’elaborazione di un lutto, la grave malattia di un familiare, la ricerca dell’amore e del lavoro: sono esperienze difficili che fanno parte della vita di tutti, ma che diventano montagne quasi invalicabili per un “giovane adulto” dalle tendenze bipolari. Un film americano che, in realtà, sembra piuttosto europeo, se non fosse per l’ambientazione e per la caratterizzazione dei protagonisti. Non minimale ma essenziale, perché va dritto al cuore. RSVP: “Glassland“, “Shell“. Voto: 7. James White Test di Bechdel:...

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IN GRAZIA DI DIO (2014)

Un racconto corale tutto al femminile, che ricorda una sorta di “Piccole donne” ambientato in un Salento che è un po’ la versione 2.0 della Sicilia de “I Malavoglia“. L’impatto post-neorealista è forte, quasi pasoliniano, vuoi per la scelta di utilizzare il dialetto pugliese come lingua principale, vuoi perché il cast è composto da soli attori non professionisti: una scelta rischiosa, ma indubbiamente appagante (quantomeno per gli spettatori più attenti). RSVP: “Corpo celeste“, “Il miracolo“. Voto: 7. In grazia di Dio Test di Bechdel:...

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VERGINE GIURATA (2015)

Un’opera minimale ma rigorosa, costruita sulla solita eclettica Rohrwacher e sui costanti inserimenti di flashback a carattere etnoantropologico. A parte l’ottima connotazione psicologica dei personaggi, colpisce che una storia così riguardi una nazione geograficamente prossima a noi, ma culturalmente lontana anni luce: sono rari i ritratti così precisi delle contraddizioni socioculturali della nostra epoca. RSVP: “Albert Nobbs“, “Rosetta“. Voto: 7,5. Vergine giurata Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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