Tag: post apocalyptic

IT COMES AT NIGHT (2017)

Carino è carino, senza troppe -inutili- spiegazioni sul misterioso morbo e con una grande attenzione per i rapporti umani all’interno della casa, oltre a un buon livello di recitazione (Edgerton in primis). Negli ultimi anni, però, le sale sono state riempite di film low cost con queste stesse identiche premesse, spesso con risultati migliori o comunque più originali: impossibile, quindi, gridare al miracolo o premiarlo con più di una striminzita sufficienza. RSVP: “Here Alone“, “Z for Zachariah“. Voto: 6. It comes at night Test di Bechdel:...

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IT STAINS THE SANDS RED (2016)

Uno dei tipici cliché degli zombie movie è che i morti viventi sono lenti e stupidi ma… numerosi! In questo caso, invece, lo zombie è uno solo e… testardissimo, trasformando il film in una sorta di slasher o -vista l’ambientazione- in un duello zombie-western. Ci sarebbero altri spunti interessanti, ma purtroppo ci sono anche un paio di passaggi al limite del nonsense, che degradano sensibilmente il valore dell’opera. RSVP: “Fido“, “28 Giorni Dopo“. Voto: 6+. It stains the sands red Test di Bechdel:...

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THE BAD BATCH (2016)

Dopo un esordio col botto, la Amirpour riesce a cimentarsi con un budget e un cast di ben altra caratura: il risultato ha, però, due facce ben distinte. Da un lato ci sono l’estetica, che si conferma impeccabile, e il mood western, che viene ulteriormente enfatizzato rispetto al predecessore; dall’altro la storia e, soprattutto, le scene, che a volte si dilatano all’inverosimile, rallentando e svuotando il film. Godibile, ma da lei è lecito aspettarsi molto di più, specialmente nella sceneggiatura. RSVP: “A girl walks home alone at night“, “Mad Max: Fury Road“. Voto: 6/7. The Bad Batch Test di...

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KILL SWITCH (2017)

Fantascienza dal budget ridottissimo che, però, riesce a nascondere a dovere i propri limiti con una serie di trovate non propriamente originali ma riuscite (in primis, l’inquadratura in soggettiva delle scene d’azione). L’intreccio tra i diversi piani temporali e i “colpetti” di scena sparsi qua e là fanno il resto, anche se forse si sarebbe potuto osare di più (la soggettiva, ad esempio, poteva essere usata per nascondere qualcosa del protagonista). RSVP: “The Divide“, “Synchronicity“. Voto: 6+. Test di Bechdel:...

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BLAME (2017)

Ormai i prodotti fantascientifici migliori arrivano solo dal mondo delle anime giapponesi, e questa ne è l’ennesima conferma: tanta azione, un futuro remoto e dominato dalle macchine, che però si comportano in modo completamente diverso da “Matrix“, e una bella carrellata di personaggi, che -per quanto stereotipati- funziona a dovere, fino al finale che chiude tutto ma lascia anche spazio ad eventi sequel. Assolutamente da guardare. RSVP: “Matrix“, “Ghost in the Shell“. Voto: 7/8. Blame Test di Bechdel:...

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THE GIRL WITH ALL THE GIFTS (2016)

Uno zombie movie diverso dal solito, fortemente improntato sulle relazioni tra i personaggi e sui dilemmi etici e morali che li affliggono. Oltre alla componente emozionale, si percepisce la ferma volontà di razionalizzare ogni elemento della storia e il romanzo da cui è stato tratto garantisce una solidità davvero notevole sotto questo punto di vista; però, per quanto sia tutto molto bello e ben fatto, resta pur sempre l’ennesimo zombie movie. RSVP: “28 Giorni dopo“, “I figli degli uomini“. Voto: 7. The girl with all the gifts Test di Bechdel:...

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BOKEH (2017)

Il titolo dice già tutto: le componenti preponderanti di questo film sono l’estetica e la fotografia, mentre i dialoghi e la storia diventano quasi secondari. Come sempre, puntare sull’Islanda come cornice naturale per un film minimale e vagamente apocalittico è una scommessa vinta in partenza, ma si poteva fare decisamente di più per la sceneggiatura e, così, sembra uno spot dell’ente per il turismo islandese. RSVP: “Fin“, “Viaggio al Nord“. Voto: 6+. Bokeh Test di Bechdel:...

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HERE ALONE (2016)

Praticamente è una via di mezzo tra “The Survivalist” a sessi invertiti e “Z for Zachariah” senza i rivali in amore: per il resto, ottima la connotazione dei personaggi, che sopperisce ampiamente alla carenza di fondi per gli effetti speciali, ed esteticamente piacevoli sia la fotografia che la regia. Chi è digiuno dei titoli sopraccitati potrà apprezzare uno zombie movie assolutamente diverso dal solito; per gli altri, invece, si tratterà solo di un bel film dalla scarsa originalità. RSVP: “The Survivalist“, “Z for Zachariah“. Voto: 6,5. Here Alone Test di Bechdel:...

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INTO THE FOREST (2015)

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria ondata di titoli che, sfruttando l’ambientazione post apocalittica, cercano di “eviscerare” l’animo umano e mettere a nudo gli aspetti più ripugnanti della nostra società. In questo caso, gli autori hanno deciso di aggiungere una componente ecologica allo studio del legame fraterno, condendo il tutto con una sensibilità prettamente femminile: nel complesso niente male, ma nel genere c’è di meglio. RSVP: “Il tempo dei lupi“, “The survivalist“. Voto: 6/7. Into the forest Test di Bechdel:...

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FACCIAMOLA FINITA (2012)

Umorismo costantemente eccessivo, a tratti per autoreferenzialità e a tratti per volgarità, che però non riesce mai nell’intento di divertire genuinamente lo spettatore. Lo humor nero è roba da inglesi: decisamente meglio affidarsi a loro per questo genere di film (per ulteriori approfondimenti, rivolgersi a Edgar Wright e alla sua cosiddetta “Trilogia del Cornetto“). Anche questa volta, Franco ha toppato. RSVP: “La fine del mondo“, “The Interview“. Voto: 4. Facciamola finita Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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