Tag: racconto di formazione

READY PLAYER ONE (2018)

Summa di come dovrebbe essere il cinema secondo il concetto originario di “intrattenimento per tutti” tipico di Spielberg: ci sono tutti i temi che riguardano i giovani d’oggi (mondo reale vs digitale, cyberbullismo, maturità e responsabilità, assenza di ideali e altro ancora) e la storia ricalca gli stilemi tipici del filone, tra antagonisti adulti che pensano solo al denaro e la storia d’amore che riesce a coronarsi solo nel finale. Ciliegina sulla torta per i nostalgici degli Eighties, una marea di citazioni tutte da scoprire dalla prima all’ultima scena. RSVP: “E.T.“, “Matrix“. Voto: 7+. Ready Player One Test di...

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EASY – UN VIAGGIO FACILE FACILE (2017)

Un esordio convincente con uno stile decisamente insolito -quantomeno se confrontato con la “tradizione” italiana- perché, complice anche l’ambientazione balcanica, il film si colloca dalle parti della commedia agrodolce à la Kaurismaki. I temi toccati sono tanti e tutti ugualmente delicati e attuali (immigrazione, sicurezza sul lavoro, lutto, Unione -si fa per dire- Europea, depressione, ecc.). Ora attendiamo Magnani al fatidico varco della seconda opera. RSVP: “Leningrad Cowboys Go America“, “Veloce come il vento“. Voto: 7,5. Test di Bechdel:...

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LA FORMA DELLA VOCE (2016)

Una bella ed esaustiva carrellata sui problemi dei giovani d’oggi, dal bullismo -che poi diventa anche cyberbullismo– al rapporto con la tecnologia, dalla depressione all’abbandono scolastico. Forse c’è un pizzico di buonismo di troppo, che va a scapito della credibilità dei personaggi, e forse qualche minuto in meno -considerato anche il target– non avrebbe guastato, ma certo è che un film così andrebbe mostrato a tutti gli studenti di scuole di ogni ordine e grado. RSVP: “Il giardino delle parole“, “The murder case of Hana & Alice“. Voto: 7/8. La forma della voce Test di Bechdel:...

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WONDERSTRUCK (2017)

L’adattamento è ottimo e la dimensione fiabesca è preservata alla perfezione, tant’è che si arriva a rimpiangere una regia così per trasposizioni meno riuscite, come quella di “Molto forte, incredibilmente vicino“. In questo caso, però, forse sarebbe stata necessaria una minor fedeltà all’opera originale, perché diverse sequenze risultano di una lunghezza estenuante e il ritmo viene meno -insieme all’audio- in troppe scene. RSVP: “Molto forte, incredibilmente vicino“, “Hugo Cabret“. Voto: 6,5. Wonderstruck Test di Bechdel:...

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FERDINAND (2017)

I temi trattati sono perfetti per i più giovani e sempre moderni (l’accettazione della propria identità e delle proprie inclinazioni, il pacifismo e l’amicizia, l’amore e il rispetto per gli animali), ma il risultato finale non è all’altezza dei grandi prodotti di scuola disneyana: non tutti i personaggi sono ugualmente efficaci, le canzoni non sono memorabili e anche la storia è molto lineare e prevedibile. RSVP: “Sing“, “Pets – Vita da animali“. Voto: 6,5. Ferdinand Test di Bechdel:...

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COCO (2017)

Pixar conferma di essere la più innovativa e coraggiosa casa di produzione occidentale, soprattutto tra quelle hollywoodiane che si rivolgono anche ai più giovani: il tema è quanto mai delicato -il rapporto con i parenti e con i defunti, ma più in generale l’importanza della memoria storica- e viene affrontato con la giusta leggerezza, senza rinunciare a una strizzatina d’occhio ai problemi politici contemporanei. Film d’animazione dell’anno. RSVP: “La città incantata“, “Inside Out“. Voto: 7/8. Coco Test di Bechdel:...

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LADY BIRD (2017)

Promettentissimo esordio per la Gerwig, che fa pienamente tesoro dell’esperienza maturata lavorando con alcuni dei più grandi registi indie e, in particolare, con Baumbach, tant’è che il film può essere quasi considerato un prequel del suo “Mistress America“. Sicuramente è il miglior coming of age movie dell’anno, in un delicato equilibrio tra intento caustico e poetico, tra ribellione adolescenziale e sana aspirazione all’emancipazione. RSVP: “Rushmore“, “Mistress America“. Voto: 7/8. Lady Bird Test di Bechdel:...

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ADULT LIFE SKILLS (2016)

Un racconto di formazione anomalo incentrato su una quasi-trentenne delle campagne britanniche, che vive nel capanno nel giardino dei suoi (metafora della sua emancipazione) e cerca una propria identità, superando un importante lutto: deliziosa la protagonista, fresco lo stile (per quanto decisamente gondriano) e piacevole la sceneggiatura, così come tutti i personaggi di contorno. RSVP: “Little Sister“, “Brigsby Bear“. Voto: 7,5. Adult Life Skills Test di Bechdel:...

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IT (2017)

Indubbiamente più fedele e, soprattutto, meglio confezionato del tentativo precedente (ma si faceva poca fatica…), si affida comunque a meccanismi e trovate che ormai fanno parte della vecchia tradizione orrorifica, tra mostri onnipresenti, spaghetti e colpi bassi a più non posso e ragazzini superominici. Se ne sentiva davvero il bisogno di un altro revival, sulla scia dell’entusiasmo per “Stranger Things“? RSVP: “Stand by me – Ricordo di un’estate“, “It“. Voto: 6+. It Test di Bechdel:...

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LA TORRE NERA (2017)

Il film in sé non è realizzato neanche malaccio, ma non ci azzecca proprio nulla con la splendida saga letteraria di Stephen King, e alla fine diventa il solito racconto di formazione manicheo, condito da un vago superomismo di sapore marvelliano. Tanto valeva non girarlo neppure. RSVP: “Il luogo delle ombre“, “Terminator Genisys“. Voto: 4. La Torre Nera Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

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Un film a caso…

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