Tag: romedy

BLUE JAY (2016)

Duplass scrive e interpreta questa storia che più mumblecore non si può: un uomo e una donna, un’amicizia presente e un amore passato, tante parole da ascoltare e tanti segreti da scoprire. La location montana californiana e il bianco e nero scelto dal regista fanno il resto, dando un tono caldo, accogliente e fuori dal tempo all’intera vicenda. Solo per estimatori del genere. RSVP: “Your sister’s sister“, “Creep“. Voto: 7+. Blue Jay Test di Bechdel:...

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HICKEY (2017)

Commediola senza arte né parte, che cerca di accattivarsi spudoratamente il pubblico nerd realizzando tutti i suoi sogni più reconditi, compresa la conquista della femme fatale di turno. Buoni il ritmo e la colonna sonora, a tratti soverchiante, ma gli attori sono al limite del dilettantismo e la sceneggiatura è di una prevedibilità imbarazzante. RSVP: “Scott Pilgrim vs. the World“, “Unicorn City“. Voto: 5. Hickey Test di Bechdel:...

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TABLE 19 (2017)

L’imbarazzo tangibile di certi pranzi di matrimonio è reso in modo impeccabile, grazie alla solita solida sceneggiatura firmata dai fratelli Duplass: ovviamente non si ride a crepapelle, né si sogna a occhi aperti con opere come questa, ma piuttosto ci si immedesima e si riflette sulle nostre vite, con la giusta leggerezza e un pizzico di ottimismo. RSVP: “A prova di matrimonio“, “Se sposti un posto a tavola“. Voto: 6/7. Table 19 Test di Bechdel:...

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DON’T THINK TWICE (2016)

Interessante ritratto del mondo delle improvvisazioni teatrali semi-professionali, declinato in chiave mumblecore: ambizioni, individualismi, frustrazioni, idiosincrasie e – perché no – storie d’amore di un gruppo di amici, uniti e separati dal desiderio di sfondare e approdare in televisione. Sufficientemente originale, fresco e divertente. RSVP: “Operator“, “Drinking Buddies – Amici di bevuta“. Voto: 7,5. Don’t Think Twice Test di Bechdel:...

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CHE VUOI CHE SIA (2016)

Edoardo Leo si conferma uno degli interpreti più interessanti della commedia all’italiana 2.0 e, soprattutto, uno dei più attenti osservatori della nostrana società contemporanea: in questo film c’è tutta l’incertezza di tante generazioni differenti, dalle giovani coppie alle prese con precarietà e figli a quelle più “agée” in conflitto con la modernità. Diverte, fa riflettere e conferma che il panorama italiano è tutt’altro che morto. RSVP: “Perfetti sconosciuti“, “Dobbiamo parlare“. Voto: 7. Che vuoi che sia Test di Bechdel:...

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QUALCOSA DI NUOVO (2016)

Divertente commedia dei nostri tempi, che tratta – sempre con il sorriso sulle labbra – una miriade di temi di grande attualità, dalle incertezze dei nuovi adolescenti a quelle delle nuove quarantenni, dalle eterne divergenze tra uomini e donne alla labilità del concetto di “maturità”. Un po’ esagerato nell’evoluzione dei personaggi (quello di Lucia in particolare) e non proprio credibile in alcuni sviluppi, riesce comunque ad essere intelligente senza diventare altezzoso o banale. RSVP: “Assolo“, “Tommaso“. Voto: 6/7. Qualcosa di nuovo Test di Bechdel:...

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LA LA LAND (2016)

Un’opera senza macchia e senza paura, dal cuore citazionista e -a tratti- metacinematografico, che riesce a sorprendere con le sue scelte tecnicamente ardite e riuscitissime, tra funambolici movimenti di macchina, rutilanti scenografie funzionali ed efficaci coreografie di ballo, condensate in lunghi piani sequenza. La scena iniziale varrebbe da sola l’Oscar per la miglior regia e il miglior montaggio, ma anche la Stone non è da meno e -a conti fatti- 7 statuette sarebbero il minimo sindacale. RSVP: “The Artist“, “Café Society“. Voto: 8. La La Land Test di Bechdel:...

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LOLO (2015)

Continua il personale percorso della Delpy nella triplice veste di protagonista, regista e sceneggiatrice: ancora una volta, l’artista francese s’interroga sui delicati equilibri che stanno alla base di ogni coppia e di ogni famiglia, proponendo una commedia dal gusto classico (“Il cowboy con il velo da sposa” ha oltre mezzo secolo di vita). L’originalità dell’opera sta, però, nel ritratto della madre e del legame malsano con il suo viziato “rampollo”, che impone doverose riflessioni un po’ a tutti, genitori e figli. RSVP: “Cyrus“, “2 giorni a New York“. Voto: 7. Lolo Test di Bechdel:...

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UN PO’, TANTO, CIECAMENTE (2015)

Romedy francese d’ordinanza, con i due protagonisti che prima si odiano, poi si amano, quindi si odiano e infine si amano. Bella la scelta di legarli attraverso le rispettive professioni decisamente “analogiche”, originale lo spunto metaforico del rapporto di vicinato e apprezzabile la critica alla società contemporanea basata sul solo senso della vista: insomma, deliziosamente godibile. RSVP: “Tutti pazzi per Rose“, “Sarà il mio tipo?“. Voto: 7. Un po’, tanto, ciecamente Test di Bechdel:...

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OPERATOR (2016)

Il rapporto tra tecnologia e affettività è particolarmente caro alla sensibilità hipster americana ed è già stato protagonista di diversi film affini a questo: questa volta, però, traspare la volontà di essere quanto più verosimili e realistici possibili, proponendosi quasi come prequel virtuale di “Her“. Bravi e convincenti i protagonisti, supportati dal buon esordio della Kibens nella duplice veste di sceneggiatrice e regista. RSVP: “Her“, “Ruby Sparks“. Voto: 7,5. Operator Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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