Tag: surreal

BRIGSBY BEAR (2017)

Il protagonista è un completo disadattato e le vicende che lo coinvolgono sono sempre in bilico tra il tenero e il grottesco, con quest’ultima componente che prende spesso il sopravvento; ma nel quadro d’insieme -che non approfondiamo per non spoilerare– non si riesce a ridere spensieratamente, perché rimane sempre un retrogusto alquanto agro, venato di un surrealismo gondriano. Originale, divertente e toccante. RSVP: “Room“, “Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm“. Voto: 7,5. Brigsby Bear Test di Bechdel:...

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KUSO (2017)

Disturbato, disturbante, volgare e privo di ogni senso, oltre che esteticamente ributtante: quindi, perché guardarlo? Nel dubbio lasciatelo perdere, a meno che non siate dei fan di Flying Lotus. RSVP: “Gummo“, “Bad Boy Bubby“. Voto: SV. Kuso Test di Bechdel:...

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BENVENUTI… MA NON TROPPO (2015)

Ennesima commedia francese che se ne infischia dei pregiudizi e del politically correct per proporre qualche momento di dura autoanalisi ai suoi spettatori. Fin qui tutto bene, ed è innegabile che a tratti ci si diverta (ma senza spegnere il cervello); il problema è che il film degenera troppo spesso in farsa e, soprattutto, in stereotipi banali e banalizzanti. RSVP: “Un’estate in Provenza“, “Benvenuto a Marly-Gomont“. Voto: 6. Benvenuti… ma non troppo Test di Bechdel:...

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REMEMORY (2017)

Uno spunto fantascientifico per rendere quantomeno visibile qualcosa d’intangibile come i ricordi (soprattutto quelli rimossi): l’idea è ottima e, sostenuta dall’eccellente cast, genera un thriller contorto a dovere e pieno di sottoplot. Peccato per la mezz’ora finale quasi inutile, che non aggiunge nulla alla storia e si prodiga in sentimentalismi un po’ troppo facili e prevedibili. RSVP: “Se mi lasci ti cancello“, “One hour photo“. Voto: 7. Rememory Test di Bechdel:...

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IL TUNNEL SOTTO IL MONDO (1969)

Nonostante gli evidenti limiti tecnici, è altrettanto innegabile la genialità del soggetto scelto e della regia adottata: la paranoia del complotto mondiale, la giornata che si ripete immutabile, la camera a mano tremante, l’audio asincrono (ridoppiato), gli inserimenti di tavole grafiche statiche… Inspiegabile che ancora oggi nessuno ne parli, né se lo ricordi, né tantomeno tributi i giusti meriti a Cozzi. RSVP: “Dark City“, “Ricomincio da capo“. Voto: 9. Il tunnel sotto il mondo Test di Bechdel:...

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FRAULEIN – UNA FIABA D’INVERNO (2016)

L’atmosfera fiabesca è palese fin dal sottotitolo, e non mancano i garbati tocchi surreali a condire una storia altrimenti ordinaria. Ma è proprio nel finale, quando viene meno tutta questa parte stra-ordinaria, che però il film si rivela colorato ed evanescente come una bolla di sapone. Promozione con riserva per la semi-esordiente Carone, mentre -un po’ a sorpresa- supera la prova a pieni voti l’ottimo De Sica. RSVP: “Quando meno te lo aspetti“, “La felicità porta fortuna“. Voto: 6/7. Fraulein – Una fiaba d’inverno Test di Bechdel:...

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2:22 – IL DESTINO È GIÀ SCRITTO (2017)

Va bene la ricerca della sorpresa a tutti i costi e dello spunto surreale per rinverdire la tradizione dei thriller sentimentali, ma in casi come questo il troppo stroppia e, se da un lato la storia d’amore rimane così piatta e stilizzata da non diventare mai verosimile, dall’altro la vicenda assume contorni così fumosi da rasentare l’insensato. RSVP: “Adaline – L’eterna giovinezza“, “Synchronicity“. Voto: 5. 2:22 – Il destino è già scritto Test di Bechdel:...

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DARLING (2015)

Visivamente ipnotico, grazie anche a una fotografia superba (per quanto vagamente stucchevole), e piacevolmente disturbante, con il suo modo personale di ritrarre la spirale di follia in cui si perde la (brava) protagonista, è uno dei migliori omaggi alle prime opere di Polanski. Suscitano qualche perplessità il montaggio (a tratti quasi da J-Horror) e la sceneggiatura (forse eccessivamente scarna e statica). RSVP: “Repulsione“, “L’inquilino del terzo piano“. Voto: 7. Darling Test di Bechdel:...

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SAINT AMOUR (2016)

Incontri e soprattutto scontri tra generazioni, sessi, estrazioni sociali e culturali: c’è tutto il tradizionale repertorio del duo Delepine – Kervern, ma questa volta c’è meno acidità e più poesia, senza per questo rinunciare al loro umorismo a volte infantile ed altre volte caustico. Il risultato fa meno ridere del solito, ma è anche più toccante e organico nelle riflessioni. RSVP: “Le grand soir“, “Mammuth“. Voto: 7. Saint Amour Test di Bechdel:...

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LET ME MAKE YOU A MARTYR (2017)

È un po’ come se Tarantino volesse prendersi sul serio una volta tanto e rifacesse “Una pura formalità” di Tornatore, con i toni e i personaggi di un “Pulp Fiction” più sgangherato e marcio. Inizia in sordina, e per circa metà film non è ben chiaro chi voglia uccidere chi e per quale motivo, ma dopo tutto si dipana a dovere, complice qualche spunto surreale e un’ottima sceneggiatura. RSVP: “Una pura formalità“, “Pulp Fiction“. Voto: 7. Let me make you a martyr Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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