Tag: surreal

WE’VE FORGOTTEN MORE THAN WE EVER KNEW (2017)

Minimale, oscuro e un po’ -troppo?- criptico, ma soprattutto parco di spiegazioni e delicamente intimo nei rapporti tra i -pochi- personaggi. La fantascienza è relegata alle poche scene in esterna e all’incomprensibile carattere che di tanto in tanto fa capolino sugli oggetti, mentre tutto il resto della storia è incentrato in realtà sull’analisi dei rapporti tra i due protagonisti e, in senso più lato, delle dinamiche di coppia. Intrigante. RSVP: “It comes at night“, “Bokeh“. Voto: 7+. Test di Bechdel:...

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DOWNSIZING – VIVERE ALLA GRANDE (2017)

Lo spunto di partenza sarebbe interessante, in bilico tra l’ecologia e il cinismo tipici dei nostri tempi, ma lo sviluppo è un po’ incerto, perché non si capisce mai bene quale direzione voglia prendere: vuole essere una commedia morale? Oppure un dramma psicologico? O ancora un metaforone fantascientifico? Anche la morale finale è più che legittima ma del tutto priva di mordente. Peccato per l’occasione sprecata. RSVP: “The Congress“, “Essere John Malkovich“. Voto: 6+. Downsizing – Vivere alla grande Test di Bechdel:...

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METTI LA NONNA IN FREEZER (2018)

Commedia briosa e sgangherata, che se ne infischia della verosimiglianza e punta dritto al divertimento, lasciando il giusto spazio alla componente romantica e alla verve comica di protagonisti e “gregari”. E se il sorriso è garantito fino all’ultima scena, vale lo stesso per le riflessioni -tanto ironiche quanto caustiche- sui nostri tempi, così difficili moralmente ma soprattutto… economicamente. RSVP: “Weekend con il morto“, “Questione di karma“. Voto: 7. Metti la nonna in freezer Test di Bechdel:...

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CORPO E ANIMA (2017)

Non c’è scena che non sia composta e fotografata magistralmente, e non c’è nulla che venga lasciato al caso, contribuendo a costruire due personaggi così diversi eppure così simmetrici, al tempo stesso dolci, delicati e disturba(n)ti. In particolare, colpisce la naturalezza con cui il film riesce a essere poetico perfino nei momenti più cruenti o grotteschi, dando l’esatta misura della -per fortuna- incolmabile distanza tra il cinema da botteghino e quello d’essai. RSVP: “L’imbalsamatore“, “Bullhead“. Voto: 8/9. Corpo e anima Test di Bechdel:...

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HAPPY END (2017)

Nel bene e nel male, Haneke si dimostra una certezza: da un lato, chi lo conosce (e magari lo apprezza) da tempo non può rimanere deluso dai suoi film, perché la ricetta che propone ha più o meno sempre gli stessi ingredienti; dall’altro lato, però, il regista si conferma alquanto refrattario a ogni forma d’innovazione ed evoluzione nel suo stile, deludendo chi invece si aspetta -soprattutto da un maestro come lui- spunti sempre diversi e sempre geniali. Cinico e nichilista, come sempre appunto. RSVP: “Amour“, “Lovely Rita“. Voto 7,5. Happy End Test di Bechdel:...

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WONDERSTRUCK (2017)

L’adattamento è ottimo e la dimensione fiabesca è preservata alla perfezione, tant’è che si arriva a rimpiangere una regia così per trasposizioni meno riuscite, come quella di “Molto forte, incredibilmente vicino“. In questo caso, però, forse sarebbe stata necessaria una minor fedeltà all’opera originale, perché diverse sequenze risultano di una lunghezza estenuante e il ritmo viene meno -insieme all’audio- in troppe scene. RSVP: “Molto forte, incredibilmente vicino“, “Hugo Cabret“. Voto: 6,5. Wonderstruck Test di Bechdel:...

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THE SQUARE (2017)

Uno dei pochi film realmente originali e interlocutori dell’ultima stagione cinematografica: il tema -un po’ snob– dell’arte è solo un pretesto per parlare della nostra società e del suo egoismo intrinseco, ma soprattutto dell’ipocrisia dietro al politically correct e della perenne ricerca di giustificazione in nome della collettività. Un’opera che è troppo tutto -troppo lunga, troppo cinica, troppo estetizzante, troppo interrogativa- ma proprio per questo lascia il segno, grazie anche a diverse scene iconiche. RSVP: “Forza maggiore“, “Vi presento Toni Erdmann“. Voto: 8. The Square Test di Bechdel:...

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MA (2015)

Opera iper surreale che si colloca più vicino alla visual art che al cinema tradizionale, e abbina un’estetica impeccabile e modernissima a una storia che vorrebbe essere metaforica, ma invece risulta così oscura da rasentare l’inaffrontabile. Inoltre, non c’è nemmeno un pizzico d’ironia ad alleggerire il tutto: peccato. RSVP: “The Forbidden Room“, “Rubber“. Voto: 5/6. Ma Test di Bechdel:...

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PARIGI A PIEDI NUDI (2016)

Una commedia romantica più commedia che romantica, incentrata sulla peculiare comicità dei due protagonisti, una sorta di slapstick vintage che unisce il clownismo alla teatralità e fisicità di Chaplin, Keaton e Tati. Forse potrà sembrare un’opera giunta oltre tempo massimo, ma è così garbata, surreale e -a modo suo- elegante da risultare piacevolmente affascinante. RSVP: “The Fairy“, “Le vacanze di Monsieur Hulot“. Voto: 7. Test di Bechdel:...

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THE KILLING OF A SACRED DEER (2017)

Dialoghi postmoderni, surreali e assolutamente sbilenchi, abbinati a una regia formalmente impeccabile ma anche fortemente statica, il tutto infarcito di tensioni e inquietudini sussurrate ma onnipresenti: i marchi di fabbrica di Lanthimos sono sempre riconoscibili e ben presenti, perfino in questa che è la sua prima grande prova hollywoodiana. Ma la classe non è acqua, e così il regista greco passa anche questa difficile prova a pieni voti, nonostante il finale sia meno spiazzante del solito. RSVP: “Alps“, “Regali da uno sconosciuto – The Gift“. Voto: 7/8. The Killing of a Sacred Deer Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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