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MAYHEM (2017)

Un virus che -una volta tanto- non genera zombie, e la paura del contagio viene stroncata sul nascere perché tutti sono infetti: e così la storia si abbandona alla più totale assenza di controllo e inibizioni, degenerando quasi nell’arcade nella seconda parte. Non è un capolavoro e non passerà agli annali, ma almeno dimostra che è ancora possibile fare qualcosa di diverso senza spremere troppo le meningi. Encomiabile la colonna sonora. RSVP: “Crank“, “Severance – Tagli al personale“. Voto: 6/7. Mayhem Test di Bechdel:...

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NEWNESS (2017)

Non c’è aggettivo migliore di “disturbante” per descrivere un film come questo: la società che ritrae e le riflessioni che propone sono di grande attualità, ma l’intera generazione dei protagonisti è fatta solo di egoisti, edonisti e masochisti, attratti esclusivamente dai propri smartphone e dalla ricerca sistematica della “novità”. Doremus si conferma un maestro nella creazione, distruzione e ricostruzione delle storie d’amore tormentate tra giovani. RSVP: “Like crazy“, “Knight of Cups“. Voto: 7. Newness Test di Bechdel:...

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BRIGSBY BEAR (2017)

Il protagonista è un completo disadattato e le vicende che lo coinvolgono sono sempre in bilico tra il tenero e il grottesco, con quest’ultima componente che prende spesso il sopravvento; ma nel quadro d’insieme -che non approfondiamo per non spoilerare– non si riesce a ridere spensieratamente, perché rimane sempre un retrogusto alquanto agro, venato di un surrealismo gondriano. Originale, divertente e toccante. RSVP: “Room“, “Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm“. Voto: 7,5. Brigsby Bear Test di Bechdel:...

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INGRID GOES WEST (2017)

La confusione tra relazioni sociali reali e digitali portata alle estreme conseguenze e, soprattutto, vista con gli occhi di una sociopatica emarginata: la storia ha le tinte fosche ma briose della black comedy, anche se la protagonista è così inquietante da far pensare che al peggio non ci sia mai fine. Nonostante la leggerezza, l’opera è un ottimo esordio ed evidenzia anche una certa intelligenza, oltre ad un cast davvero credibile. RSVP: “Disconnect“, “Che vuoi che sia“. Voto: 7+. Ingrid goes west Test di Bechdel:...

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IT (2017)

Indubbiamente più fedele e, soprattutto, meglio confezionato del tentativo precedente (ma si faceva poca fatica…), si affida comunque a meccanismi e trovate che ormai fanno parte della vecchia tradizione orrorifica, tra mostri onnipresenti, spaghetti e colpi bassi a più non posso e ragazzini superominici. Se ne sentiva davvero il bisogno di un altro revival, sulla scia dell’entusiasmo per “Stranger Things“? RSVP: “Stand by me – Ricordo di un’estate“, “It“. Voto: 6+. It Test di Bechdel:...

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QUARRIES (2016)

Buono lo spunto della squadra di protagoniste tutta al femminile, perseguitata da un gruppo di cacciatori tutto al maschile; allo spettatore più attento, però, non sfuggirà la somiglianza con il belga “Cub“, con i bambini rimpiazzati dalle donne, con tanto di persecutore ferino al seguito. Il problema di questo film è, infatti, la carenza di creatività, che ingrigisce le numerose uccisioni e rende tutto altamente prevedibile. RSVP: “Preservation“, “Cub – Piccole Prede“. Voto: 6-. Quarries Test di Bechdel:...

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SUNSHINE SUPERMAN (2014)

Biografia di un vero artista dell’aria, che ha cambiato la storia del paracadutismo e degli sport estremi più in generale, trasformando in spettacoli (e riprendendo) le proprie gesta. Non si tratta però di una banale agiografia di Carl Boenish, il padre del BASE jumping, perché tutto viene filtrato dagli occhi della sua vedova, che danno una dimensione più umana e meno retorica alla storia. Bellissime le riprese dell’epoca. RSVP: “Don’t crack under pressure“, “Meru“. Voto: 7. Sunshine Superman Test di Bechdel:...

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INFINITY CHAMBER (2017)

Lo spunto non è certo dei più originali: da “Il tunnel sotto il mondo” in poi, la lista è davvero interminabile. Inoltre, con due soli attori e due sole location, sulla lunga distanza il senso di claustrofobia colpisce anche lo spettatore, che forse si sarebbe accontentato di un minutaggio inferiore. Bisogna però ammettere che funziona bene e dimostra ancora una volta che non serve un budget faraonico per fare dell’onesta fantascienza. RSVP: “2:22 – Il destino è già scritto“, “Il tunnel sotto il mondo“. Voto: 6/7. Infinity Chamber Test di Bechdel:...

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BLADE RUNNER 2049 (2017)

La confezione è a dir poco magniloquente e Villeneuve si conferma come uno dei più talentuosi registi in circolazione, mentre dal punto di vista tematico il film non è affatto male: si discosta quel tanto che basta dal predecessore e tira in ballo nuovi temi più attuali, anche se tende a mettere troppa carne al fuoco e a fare più fumo che arrosto. La sceneggiatura, invece, è il tallone d’Achille, con qualche buco qua e là e soprattutto una carrellata di cattivi stilizzati, banali e per nulla coinvolgenti. Purtroppo incombe un terzo episodio. RSVP: “Blade Runner“, “Her“. Voto: 6,5....

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HAPPY HUNTING (2017)

Droga, regolamenti di conti, alcolismo, razzismo e ordinarietà della violenza: tutto il marcio dell’America contemporanea scoppia in faccia allo spettatore, in questo film dal budget tutt’altro che sontuoso ma che non ha nulla da invidiare ai primi Tarantino. E non mancano neppure gli sprazzi di satira politica, tra muri, neo-sudisti e bifolchi armati fino ai denti. RSVP: “Green Room“, “Cold in July“. Voto: 7. Happy Hunting Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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Un film a caso…

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