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IT COMES AT NIGHT (2017)

Carino è carino, senza troppe -inutili- spiegazioni sul misterioso morbo e con una grande attenzione per i rapporti umani all’interno della casa, oltre a un buon livello di recitazione (Edgerton in primis). Negli ultimi anni, però, le sale sono state riempite di film low cost con queste stesse identiche premesse, spesso con risultati migliori o comunque più originali: impossibile, quindi, gridare al miracolo o premiarlo con più di una striminzita sufficienza. RSVP: “Here Alone“, “Z for Zachariah“. Voto: 6. It comes at night Test di Bechdel:...

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DUNKIRK (2017)

È vero che Nolan riesce nell’ardua -e per certi versi discutibile- impresa di “svuotare” sentimentalmente ed emotivamente il contesto bellico, ma è altrettanto vero che ormai solo lui riesce a conciliare il grande cinema d’intrattenimento con un’attenzione formale unica e una precisione dei meccanismi interni degna di un orologio svizzero. E così la guerra diventa un intreccio di piani e di spazi temporali che avvince, convince e angoscia come pochi altri. RSVP: “La sottile linea rossa“, “Inception“. Voto: 8,5. Dunkirk Test di Bechdel:...

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BABY DRIVER (2017)

L’inseguimento iniziale frantuma in pochi minuti gli ultimi “Fast & Furious“, mentre il successivo piano sequenza a ritmo di musica fa invidia a “La la land“, senza dimenticare l’esplosivo finale à la “Terminator 2“; il tutto come se fosse un musical. D’accordo, sarà un film di genere e non aggiungerà -forse- nulla alla storia del cinema, ma Edgar Wright dimostra di avere la stoffa per reggere il grande salto e sforna uno dei migliori action movie degli ultimi anni. RSVP: “Drive“, “Fast & Furious“. Voto: 7/8. Baby Driver Test di Bechdel:...

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SALT AND FIRE (2016)

Nella prima parte è il classico thriller debitore de “L’uomo che sapeva troppo“, seppur pervaso da una vena ecologista che, col passare dei minuti, s’impone sul resto. Nella seconda parte, infatti, lo stile diventa più documentaristico -come da tradizione herzoghiana- e il finale chiude tutti i discorsi con un certo “volemosebenismo“. A parte Shannon, il livello recitativo medio è piuttosto bassino, ed è un peccato, perché le location scelte avrebbero meritato ben altra sorte. RSVP: “Dentro l’inferno“, “Khadak“. Voto: 6/7. Salt and Fire Test di Bechdel:...

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BARBECUE (2017)

Un documentario interamente incentrato sulle diverse tecniche di barbecue in giro per il mondo? Ebbene sì, e per di più è davvero bellissimo e interessantissimo! Oltre alla fotografia da urlo e al ritmo davvero sostenuto, anche se non ci sono particolari twist narrativi, trova sempre il modo per inserire qua e là riflessioni sociologiche ed etnologiche tutt’altro che banali. Ennesimo esempio della grandissima scuola documentaristica statunitense. RSVP: “Jiro dreams of sushi“, “Food, Inc.“. Voto: 7,5. Barbecue Test di Bechdel:...

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IF THERE’S A HELL BELOW (2016)

Con 4 personaggi, un paio di automobili e altrettante location bucoliche open air (leggi: campi di grano…), una manciata di monologhi tarantiniani e oscuri, l’esordiente Nathan Williams costruisce un climax paranoide davvero notevole, per quanto vacuo e un po’ fine a se stesso. Non sarà un capolavoro, ma il costo realizzativo è stato prossimo allo zero e il ragazzo promette bene. RSVP: “Preternatural“, “Creep“. Voto: 6/7. If there’s a hell below Test di Bechdel:...

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STATE OF PLAY (2009)

Tipico film d’indagine con un manipolo di eroici giornalisti che rischiano la vita per denunciare le ingiustizie del corrotto sistema americano. Il cast è davvero notevole e la sceneggiatura è assolutamente all’altezza, ma trattandosi di una storia inventata non ha il mordente del reportage vero e proprio e nel finale accelera imboccando le strade più prevedibili del thriller. Carino, ma è uno come tanti. RSVP: “Il caso Spotlight“, “Il rapporto Pelican“. Voto: 6/7. State of Play Test di Bechdel:...

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SUGAR MOUNTAIN (2016)

Una bella storia in una bella location, e pazienza se il budget è risicato all’osso e il livello recitativo medio non è sempre all’altezza: il gioco di inganni su inganni, in cui nessuno – ma proprio nessuno! – dice mai tutta la verità, funziona a dovere, grazie all’ottima sceneggiatura, e casi come questo dimostrano che non serve imbambire il pubblico di azione per tenere la tensione alta per più di un’ora e mezza. RSVP: “In fondo al bosco“, “Insomnia“. Voto: 7+. Sugar Mountain Test di Bechdel:...

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THE ROMANTICS (2010)

Intrigo pre-matrimoniale assolutamente canonico e innocuo, con tanti dialoghi che servono a ricostruire legami e passato dei personaggi e qualche teorico punto di rottura disseminato qua e là, per destabilizzare il tutto. In realtà, si crea ben poca tensione, soprattutto affettiva, ed è il classico esempio che un buon cast e un buon soggetto non bastano sempre per fare un bel film: insomma, tanto fumo ma poco arrosto. RSVP: “A prova di matrimonio“, “About Alex“. Voto: 6. The Romantics Test di Bechdel:...

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HOLY GHOST PEOPLE (2013)

Sul settarismo più malato e torbido sono già stati girati diversi film degni d’interesse, pertanto è lecito aspettarsi -soprattutto da un film a basso budget come questo- qualche spunto diverso dal solito. Purtroppo non è così, e anche il cast è tutt’altro che convincente, risultando in una vaga sensazione di dilettantismo e approssimazione. RSVP: “The Sacrament“, “Faults“. Voto: 5. Holy Ghost People Test di Bechdel:...

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Test di Bechdel

Da febbraio 2016, i film recensiti su questo blog vengono sottoposti al test di Bechdel per determinare se abbiano connotati di tipo sessista.

Test di Bechdel

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