La soggettività dei ricordi elevata a soggetto principale di una storia biografica, che risulta quindi fortemente falsata dal punto di vista del narratore, peraltro alterato da anni di (ab)uso di droghe. Lo spunto sarebbe intrigante, ma non immaginatevi nulla di psichedelico o surreale, perché il regista preferisce annegare il tutto in uno pseudo-legal thriller, in una storia d’amore neanche troppo riuscita e nei monologhi autocompiaciuti di Franco.

RSVP: “True Story“, “Truman Capote – A sangue freddo“.

Voto: 5/6. The Adderall Diaries

Test di Bechdel: negativo.