L’incipit è da manuale del cinema lisergico e mette subito in chiaro quelli che saranno gli assi portanti dell’opera, ovvero la psicanalisi del protagonista, gli effetti speciali artigianali che tanto ricordano quelli di Svankmajer e l’atmosfera così disturbante da fare il paio con Lynch. Poi vabbé, ci sono una marea di buchi narrativi, di trovate inverosimili e di cali qualitativi, ma di sicuro è uno dei film più genuinamente orrorifici degli ultimi anni.

RSVP: “Lunacy“, “Basket Case”.

Voto: 7,5. The Evil Within

Test di Bechdel: positivo.