Dialoghi postmoderni, surreali e assolutamente sbilenchi, abbinati a una regia formalmente impeccabile ma anche fortemente statica, il tutto infarcito di tensioni e inquietudini sussurrate ma onnipresenti: i marchi di fabbrica di Lanthimos sono sempre riconoscibili e ben presenti, perfino in questa che è la sua prima grande prova hollywoodiana. Ma la classe non è acqua, e così il regista greco passa anche questa difficile prova a pieni voti, nonostante il finale sia meno spiazzante del solito.

RSVP: “Alps“, “Regali da uno sconosciuto – The Gift“.

Voto: 7/8. The Killing of a Sacred Deer

Test di Bechdel: positivo.